20 ore di turno in pronto soccorso, il caso in Calabria  

“Quanto accaduto a Maria Domenica Schiavello è gravissimo: in servizio al Pronto soccorso dell’ospedale di Serra San Bruno, nel vibonese, e nonostante un malore, comprensibile vista la situazione, la collega è andata via solo dopo che è stato trovato un sostituto temporaneo, un altro un anestesista”. Lo denuncia Francesco Esposito, segretario generale della Federazione italiana sindacale medici uniti (Fismu), riferendo il caso della dottoressa “che era già lavoro per 6 ore il venerdì mattina, e ha dovuto riprendere la sera del venerdì, alle 20, fino al pomeriggio di sabato, perché non c’era nessuno per darle il cambio. Un turno interminabile, durato addirittura 20 ore”.

In Calabria, rincara Francesco Esposito, “tra decreti e commissariamenti, si fa finta di cambiare tutto per non cambiare niente, a partire dal nodo del personale insufficiente. È bene sottolineare – rileva il segretario nazionale Fismu – che nelle scorse settimane a diverse aziende calabresi, Fismu aveva già inviato delle formali diffide contro questo tipo di pratiche che mortificano la professionalità dei medici e fanno grave danno al Ssn e ai servizi per i cittadini”.

“Alla collega – conclude – va tutta la nostra solidarietà. Servono azioni concrete, assunzioni, basta con il personale sotto organico e finiamola con la precarizzazione, ma soprattutto occorre ripensare l’organizzazione del lavoro negli ospedali. Altro che l’inutile e dannoso ulteriore commissariamento della sanità calabrese”.

(Fonte: Adnkronos Salute)

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