2,9 mln di chiamate al 112 Roma in un anno, risposta in 2 secondi  

Nel 2018 alla Centrale del Numero unico europeo (Nue) 112 di Roma
sono arrivate oltre 2,9 milioni di chiamate, più di 8 mila in media al giorno con picchi di 16 mila. Dall’avvio del servizio nel 2015 a settembre 2019 sono state 11 milioni le richieste d’aiuto. Le risposte in poco più di due secondi. “Abbiamo un sistema che sta crescendo velocemente, si sta perfezionando e implementando. I dati di attività ci rassicurano moltissimo: le 8 mila chiamate al giorno vengono filtrate e passate quando serve alle centrali di secondo livello dell’ente di competenza (Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, 118)”. A fare il punto per l’Adnkronos Salute è Livio De Angelis, direttore della Direzione regionale soccorso pubblico e 112 Nue.  

“Il filtro che facciamo è poderoso perché riduce del 52% le telefonate ‘non pertinenti’. I nostri tempi di risposta al cittadino sono i migliori d’Italia, al momento intorno a 2 secondi mezzo alla risposta e 120 secondi dell’intera gestione della chiamata fino alla partenza dei mezzi di intervento. Abbiamo arricchito la risposta con enti non previsti dal protocollo, come la Capitaneria di porto e la Polstrada”, aggiunge De Angelis che ha promosso a Roma con l’Ordine dei giornalisti del Lazio un corso di formazione per i media, ‘Conoscere per informare – il progetto numero unico europeo 112’, per diffondere la corretta promozione della cultura dell’emergenza.  

Dal confronto con il mondo dell’informazione è emersa la necessità di migliorare la conoscenza e l’uso del 112 anche tra la popolazione. “E’ fondamentale che l’utente conosca lo strumento Numero unico emergenza 112, perché è utile ma bisogna saperlo utilizzare – osserva De Angelis – L’approccio dell’utente all’operatore che risponde deve essere collaborativo e intelligente per permettere all’operatore di analizzare la richiesta e di indirizzarla all’ente di competenza in maniera velocissima”.  

Al corso promosso dalla direzione regionale soccorso pubblico e 112 Nue ha partecipato anche Massimo Improta, dirigente dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Roma: “L’arrivo del 112 – ha spiegato – ha comportato un taglio netto delle telefonate al 113 e così sono migliorati i tempi di risposta arrivando a essere entro i 90 secondi e nel giro di pochi minuti a far partire le voltanti”.  

Il numero unico 112 permette la localizzazione delle telefonate in arrivo ma non è presente in tutte le Regioni. E questa assenza è stata fondamentale nel caso di Simon Gautier, il giovane escursionista francese scomparso il 9 agosto nel Cilento, e trovato morto in un burrone nove giorni dopo. Gautier aveva chiamato il 118. La Campania fa parte delle Regioni in cui non è stato ancora attivato il Nue 112. 

“La localizzazione delle chiamate viene fatta sempre dalle centrali – spiega De Angelis – con l’identificaizone della cella, ma la tecnologia si sta evolvendo in maniera veloce e presto arriveranno nuovi strumenti ancora più precisi”. Ad esempio tra poco arriverà, dove c’è il Nue 112, la tecnologia ‘Advance mobile location’ (Aml), che permette di individuare con esattezza la posizione Gps quando si chiama il numero d’emergenza.