A26 chiusa in Liguria, Toti: “Siamo in guerra” 

I primi controlli sono già partiti la notte scorsa, altri inizieranno nelle prossime ore. Intanto la Liguria, a poco più di un anno dal crollo del ponte Morandi, fa i conti ancora una volta con l’emergenza e l’isolamento, stretta a ponente tra il tratto di A6 nel savonese chiuso per il crollo del viadotto Madonna del Monte e al centro da ieri notte anche dalla chiusura di una porzione di A26. L’autostrada è la Genova-Gravellona Toce, interdetta in entrambe le direzioni, su uno dei principali collegamenti tra il capoluogo ligure e il Nord con Lombardia e Piemonte. 

Dopo la comunicazione della direzione di tronco di Genova di Autostrade per l’Italia della chiusura dalla scorsa notte per verifiche tecniche sul tratto tra lo svincolo con la A10 e il casello di Masone, è scattato il vertice in prefettura tra le istituzioni genovesi e liguri, convocate al Cov, il Comitato operativo per la viabilità provinciale, per studiare le misure da mettere in campo da subito per far fronte alla situazione. 

“Siamo in guerra, in emergenza, siamo a Stalingrado. Il governo si deve far carico, da oggi e fino al ripristino delle condizioni di normale vivibilità di tutto quello che accade: trasporti, come per il Morandi, terminal portuali, di tutto perché siamo in una vera situazione di emergenza”, ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, al termine del vertice in tarda serata. Aggiungendo che “le istituzioni locali si rimboccheranno le maniche. Ci aspettiamo di avere notizie dal governo nelle prossime ore con interventi di emergenza, utilizzando ad esempio il genio militare. Non possiamo reggere questa situazione oltre una settimana. E non può reggerla il Paese”.  

Un danno che si stima incalcolabile per tutta la Regione ma che si potrebbe estendere oltre i confini della Liguria investendo “l’economia intera del Nord-ovest che dipende dai nostri porti, per giunta nel periodo di punta in vista del Natale – sottolinea Toti – Non c’è categoria che oggi non sia esclusa da un danno straordinario”. La decisione di chiudere il tratto è scattata dopo le segnalazioni da parte della Procura di Genova delle criticità riscontrate sui due viadotti della tratta genovese della A26, il Fado Nord e Pecetti. 

Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi sempre in serata ha spiegato che “a fronte di gravi ammaloramenti riscontrati abbiamo segnalato criticità sul ponte Fado in direzione Alessandria e sul Pecetti in direzione Genova. I rappresentanti di Aspi hanno preso atto e sono intervenuti. La procura attende verifiche di sicurezza condotte dalla società concessionaria secondo le norme di legge”. Il viadotto Pecetti in particolare era tra quelli finiti sotto la lente nell’ambito dell’inchiesta sui cosiddetti falsi report, nata dopo le indagini sul crollo del ponte Morandi sullo stato di salute dei ponti. 

“E’ una serata difficile, quasi come la serata del Ponte Morandi – ha aggiunto Toti – al netto che per fortuna non c’è nessuna vittima. E’ bene che tutti abbiano consapevolezza che la Liguria che è isolata”. Intanto, mentre si attende l’esito delle prime valutazioni, lo stesso governatore ha spiegato che – da quanto comunicato dai vertici della Direzione di Tronco del capoluogo ligure – la corsia Nord della A26 potrebbe riaprire già entro questa mattina, se i controlli di Aspi saranno favorevoli. Il timore è per traffico, trasporti economia e porto.  

Alle 10.30 è convocata una seduta di Giunta straordinaria per fare il punto. Le prime misure sono già state predisposte e prevedono separazione del traffico merci da quello privato lungo sulla strada Guido Rossa e su lungomare Canepa, da e per il porto di Genova. Il sindaco Marco Bucci ha avanzato la richiesta al governo di “gratuità totale del trasporto pubblico a Genova e dei pedaggi autostradali di collegamento al capoluogo ligure” e ai genovesi di usare il più possibile i mezzi pubblici, sui quali è stato richiesto un potenziamento del servizio. 

La preoccupazione per il porto e il trasporto merci è tangibile in una città dove partono e arrivano oltre 4mila tir al giorno. “In queste condizioni non può resistere più di una settimana – ha spiegato il presidente dell’Autorità portuale del Mar Ligure Paolo, Emilio Signorini – Tutto il Nord Italia produttivo dipende da noi e siamo alla vigilia di Natale. Non sappiamo quanto durerà la chiusura, attendo risposte”.