AAA stimoli di lavoro cercasi per inoccupati “scoraggiati”

Sono senza lavoro ma non lo cercano: sono i cosiddetti ‘scoraggiati’, categoria di inoccupati che, fonte Istat, sono oggi 3 milioni. Le strategie dei Centri per l’impiego di Milano e Roma per recuperare all’occupazione questi lavoratori potenziali

Sono senza lavoro, più numerosi dei disoccupati ma non sembrano intenzionati a cercare un impiego. E non avendo fiducia nel mercato del lavoro, vengono definiti dagli enti di ricerca “scoraggiati”.
In Italia, secondo l’Istat, sono 3 milioni di persone, un piccolo esercito che supera la platea di coloro che hanno perduto o cessato un rapporto di lavoro, fermi a quota 2 milioni e 900 mila unità. Questi “scoraggiati” si distinguono nettamente dai disoccupati perché non mandano curriculum, non consultano annunci e non si rivolgono a un centro per l’impiego. Pur essendo quasi invisibili al mercato del lavoro, esiste comunque un loro identikit elaborato proprio dall’Istat che li definisce «inattivi di 15-64 anni che non cercano lavoro perché ritengono di non riuscire a trovarne uno». Non tutto è però perduto: a loro sono rivolte le politiche dei Centri per l’impiego provinciali che cercano di motivarne l’inserimento lavorativo con corsi di formazione ad hoc, come accade ad esempio nelle due metropoli di Milano e Roma.

Milano e gli scoraggiati: Afol Metropolitana
Con sette Centri per l’impiego e 17 sedi presenti su tutto il territorio milanese, Afol Metropolitana è l’ente partecipato da Città metropolitana di Milano e da 62 Comuni che si occupa di progettare e coordinare le politiche di formazione ed occupazione sul territorio del capoluogo lombardo. Alla categoria degli inoccupati-scoraggiati, Afol Metropolitana dedica grande considerazione e concreti percorsi educativi per incentivarne l’inclusione occupazionale.
«È l’Unione europea in primis a chiederci particolare attenzione per rimotivare coloro che hanno abbandonato la speranza di trovare un lavoro, mettendo in campo politiche proattive che attraggano questa categoria di inoccupati – spiega Giuseppe Zingale, direttore generale di Afol Metropolitana – La comunicazione e la diffusione di informazioni puntuali e tempestive sul mercato del lavoro e sulle opportunità formative sono gli strumenti che adottiamo per dare attuazione agli input comunitari, e gli Its, scuole di eccellenza ad alta specializzazione, sono i luoghi dove diffondiamo tali informazioni e cerchiamo di avvicinare il maggior numero possibile di scoraggiati, offrendo percorsi professionali condivisi con il mondo imprenditoriale. Frequentando gli Its, di cui abbiamo promosso la costituzione e che sono partecipati da associazioni di categoria, fondazioni, università e rappresentanti del mondo produttivo, il 75 per cento degli iscritti ottiene un posto di lavoro al termine dei corsi. Questi percorsi formativi sono validi ed efficaci perché attivati sulla base delle reali ed attuali necessità di forza-lavoro evidenziate proprio dal mondo produttivo, presente negli stessi Its, e fungono da efficace stimolo per invogliare gli scoraggiati ad attivarsi, con la fondata speranza di trovare un’occupazione».

Inoccupati e scoraggiati a Roma: il Cpi Tiburtino
A Roma ci sono 21 Centri per l’impiego che seguono la Città metropolitana. Tra questi, per l’elevata platea di cittadini che sono iscritti, spicca il Cpi Tiburtino.
«I lavoratori scoraggiati percepiscono il mercato del lavoro in maniera distorta e disinformata, e non si attivano – spiega la responsabile del Centro, Danila Di Roma – Per l’esperienza che ogni giorno viviamo con gli utenti che si presentano da noi, ho rilevato una grossa disinformazione sui servizi che eroghiamo, sui corsi di formazione gratuiti possibili, sui progetti di bandi regionali e nazionali che accompagnano chi cerca lavoro ad un possibile incontro con le aziende». L’ostacolo disinformazione, a Roma come a Milano, torna dunque come denominatore comune che contraddistingue questi inoccupati. «L’informazione non arriva a casa perché si è andati una volta ad iscriversi come disoccupato, mentre l’aspirante lavoratore deve rendersi attivo e seguire percorsi di ricerca del lavoro supportati dall’orientamento e dalla continua verifica su internet ed altro per le offerte sul territorio – aggiunge la dottoressa Di Roma – I Centri affrontano quindi, insieme al cittadino che cerca lavoro, la gestione di questa ricerca per ridurre così lo scoraggiamento, sempreché che ci si presenti all’ufficio competente».

 

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