Aborto, il ginecologo risponde al Papa: «Non sono un sicario»

Il Santo Padre: «La violenza e il rifiuto della vita nascono in fondo dalla paura». Il medico dell'Ospedale Sant'Anna di Torino: «Il 99,9% di chi ha una diagnosi prenatale infausta decide di interrompere la gravidanza. Io rispetto questa volontà e garantisco questo diritto»

Papa Francesco

Il Papa ha criticato duramente la pratica dell’aborto nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro: «Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare? Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? E’ giusto o no? E’ giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Perchè è come affittare un sicario». Il Pontefice ha invitato alla riflessione e chiede vicinanza per quelle famiglie che hanno figli con gravi disabilità: «Da dove viene tutto ciò? La violenza e il rifiuto della vita nascono in fondo dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo. Pensiamo, ad esempio, a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza, cioè di fare fuori una vita. Un bimbo malato è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti: colui, colei che si presenta come un problema, in realtà è un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore. Che cosa conduce l’uomo a rifiutare la vita? Sono gli idoli di questo mondo: il denaro, il potere, il successo. Questi sono parametri errati per valutare la vita. L’unica misura autentica della vita è l’amore, l’amore con cui Dio la ama! L’amore con cui Dio ama la vita, questa è la misura. Infatti, qual è il senso positivo della Parola “Non uccidere”? Che Dio è “amante della vita”. Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso. Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato! Dobbiamo dire agli uomini e alle donne del mondo: non disprezzate la vita! La vita altrui, ma anche la propria, perché anche per essa vale il comando: “Non uccidere”. La vita vulnerabile ci indica la via di uscita, la via per salvarci da un’esistenza ripiegata su sé stessa e scoprire la gioia dell’amore. E qui vorrei fermarmi per ringraziare tanti volontari, il forte volontariato italiano che è il più forte che io abbia conosciuto. Grazie».

Le reazioni
«Sono un medico, non un sicario». Così Silvio Viale, esponente radicale e responsabile del servizio di Day Hospital dell’Ospedale Sant’Anna di Torino, oltre 3.000 aborti, la metà con la RU486, replica su Facebook alle dichiarazioni di Papa Francesco sull’aborto. «Tutti coloro, comprese le ministre, che fanno diagnosi pre-natale, lo fanno per sapere se dovranno abortire. Il 99,9% di chi ha una diagnosi prenatale infausta decide di abortire. Io rispetto questa volontà e garantisco questo diritto – scrive Viale – l’accusa di essere un sicario mi lascia completamente indifferente con la serenità del giusto». Dura la replica di Adele Orioli, portavoce dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar): «Sono parole sconcertanti, ma allo stesso tempo non ci stupiscono per niente: è noto che sul corpo e sulle scelte delle donne la Chiesa si è sempre permessa di dire di tutto. E il rivoluzionario Papa Francesco non fa alcuna eccezione. Di fronte a parole di così inaudita violenza è forse puro esercizio di stile ricordare che un mondo migliore si costruisce solo nel rispetto delle scelte altrui e non sulla loro demonizzazione. E che l’alternativa all’aborto legale e sicuro è o l’aborto clandestino – di cui tuttora nel mondo muoiono moltissime donne – o la gravidanza coatta. Noi, al contrario di Bergoglio, esprimiamo la nostra totale solidarietà alle donne che hanno scelto di abortire e ai medici che quegli aborti hanno praticato, in condizioni peraltro spesso rese difficili proprio dalle gerarchie ecclesiastiche, come nel nostro paese dove, grazie alla propaganda vaticana, l’obiezione di coscienza è alle stelle».

 

 

 

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