Abusivismo, una galassia di due milioni di soggetti

Dalla Cna un'indagine che mette in luce i settori più a rischio

In Italia gli acconciatori regolari sono circa 105mila. Ogni due di loro c’è un abusivo. E la stima è per difetto. Le estetiste sono 46mila. Ogni due imprese regolari ce n’è una irregolare. Stessa situazione per i 7mila tatuatori autorizzati. Secondo la Cna sono almeno un milione, forse due, le persone che esercitano abusivamente una professione, soprattutto nei settori del lavoro autonomo e dell’artigianato.
Un fenomeno dilagante che la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa ha cercato di delineare raccogliendo le decine e decine di segnalazioni che arrivano sia alle sedi territoriali sia a quella nazionale. Il risultato è stato una campagna di sensibilizzazione e denuncia lanciata sui social con l’hashtag #conchinonsiarrendemai.
«E’ sempre valido, oggi più che mai, lo slogan “Gli abusivi giocano sulla tua pelle, scegli mani sicure”», dice la Cna sottolineando come siano ancora tanti i cittadini che non si mettono in “mani sicure”.

Una piaga per le attività regolari
Nella sua indagine, la Confederazione sottolinea come uno dei settori più colpiti sia quello dell’estetica. «I cittadini corrono grandi rischi nell’affidarsi a operatori non qualificati ma improvvisati, che non rispettano le norme di igiene e sicurezza, usando apparecchiature non a norma e prodotti pericolosi». Altra piaga è quella dell’abusivismo ricettivo, fenomeno definito da molti osservatori “abnorme e patologico”, che porta con sé anche rischi per la sicurezza pubblica, in quanto le strutture irregolari non comunicano i dati dei clienti alle autorità di polizia. Nel contempo operano senza rispettare nessuna regola, di igiene o di tutela dei lavoratori, fiscale o amministrativa che sia.

Dove dilagano gli abusivi
Un settore dove il rischio è a 360 gradi è poi quello del trasporto, nel quale gli abusivi «prosperano in grande quantità e colpiscono in particolare il trasporto di merci per conto terzi sprovvisti dell’iscrizione all’Albo degli autotrasportatori», scrive la Cna. E non è finita. Ci sono gli autobus a noleggio con conducente che operano senza autorizzazione; i finti noleggiatori; i “tassisti”, che tali non sono e pullulano nelle zone turistiche cercando di accalappiare gli ignari turisti.
Tutte attività che esercitate abusivamente, senza rispetto delle norme di salute e sicurezza, possono trasformare i veicoli in fonti di pericoli su strade e autostrade. E lo stesso vale nel settore delle autoriparazioni e dei gommisti: impianti di freni o pneumatici non sostituiti a regola d’arte possono avere conseguenze letali.

 

 

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