Accordo Pd-M5S, Rotondi: «Per Di Maio il Viminale sarebbe un suicidio»

Per l'esponente forzista il leader 5 Stelle non riuscirebbe a seguire, allo stesso tempo, il MoVimento e gli affari del ministero

Accordo Pd-M5S

La trattativa tra Partito democratico e MoVimento 5 Stelle sembra essere entrata in una fase di stallo. I nodi da sciogliere sarebbero sostanzialmente due: la conferma di Giuseppe Conte come premier e il ruolo che dovrebbe assumere Luigi Di Maio che da ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico vorrebbe passare al ministero dell’Interno. Tuttavia la scelta del Viminale, secondo Gianfranco Rotondi, vicepresidente dei dei deputati di Forza Italia, potrebbe essere un errore per il leader pentastellato: «Sono il solo parlamentare del centrodestra che ha messo per iscritto in un suo libro la propria stima per Luigi Di Maio – spiega Rotondi – Non ho il dente avvelenato dei vecchi politici verso un giovane che a trenta anni ha assunto responsabilità enormi tenendo anche un decreto contegno istituzionale. Da questa credibile tribuna mi permetto di dire che andare al Viminale sarebbe per Di Maio un suicidio politico: la Bestia riempirebbe i social con l’accusa “Di Maio aveva già l’accordo per prendere il posto di Salvini”».

Carica incompatibile con la guida del partito
Inoltre, prosegue Rotondi, sarebbe impossibile per Di Maio continuare ad occuparsi allo stesso tempo del MoVimento 5 Stelle e seguire gli affari del ministero: «Un capo partito non può seguire il Viminale, tranne fare come Salvini, che il ministro non lo ha mai fatto, e da Di Maio non me lo aspetto».