Coronavirus, chiusi gli aeroporti d’Italia. Restano in funzione 17 scali

Il ministro dei Trasporti Paola De Micheli ha deciso di chiudere una parte degli aeroporti in seguito alla forte riduzione del traffico aereo verso l’Italia per via dei contagi del Covid-19. Il decreto del ministro, firmato ieri sera e fino al 25 marzo, lascia in funzione 17 aeroporti per il traffico passeggeri e l’aeroporto di Ciampino, che potrà essere utilizzato per i soli voli di Stato, il trasporto organi, il traffico canadair e i servizi emergenziali. “Per tutelare la salute dei passeggeri e dei lavoratori – spiega una nota del ministero dei Trasporti – sono assicurati nel settore del trasporto aereo esclusivamente tutti i servizi essenziali”.

GLI SCALI APERTI

A chiedere all’Enac di intervenire sono stati i gestori aeroportuali, che hanno bisogno di fronteggiare la riduzione dei voli, in particolar modo quelli commerciali che trasportano passeggeri. Alla luce di queste richieste, il presidente di Enac, Nicola Zaccheo, ha inviato una lettera al ministro per comunicare che “si ritiene necessario proporre uno scenario infrastrutturale aeroportuale minimo, che possa comunque garantire la mobilità tramite il trasporto aereo all’interno del territorio nazionale”.
Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Fiumicino, Torino, Venezia Tessera sono stati individuati  per via della loro collocazione geografica, “in grado di servire un bacino di utenza in modo uniforme sul territorio” e per la loro capacità infrastrutturale, “intesa sia come ricettività passeggeri e merci sia in termini di lunghezza della pista di volo, in grado di poter garantire una operatività senza restrizioni”