Agenzia delle entrate, nel 2019 gli studi di settore lasciano il posto agli Isa

Il ministero dell'Economia ha dato il via libera a 106 nuovi indici sintetici di affidabilità. Ecco cosa cambia

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L’inizio del nuovo anno, come riporta una nota del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), vede l’addio degli studi di settore che lasciano il posto agli indici sintetici di affidabilità (Isa) dei contribuenti. Come riporta una nota del Mef, «i nuovi Isa, che subentreranno agli studi di settore, riguarderanno varie attività economiche quali agricoltura, manifatture, commercio e professioni e saranno validi già per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2018». Così, dopo i primi 69 dello scorso marzo, con l’aggiunta dei 106 approvati negli ultimi giorni del 2018, il numero complessivo raggiunge i 175.

Cosa cambia
Gli studi di settore permettevano di stimare ricavi e compensi attribuiti al contribuente. La stima veniva calcolata grazie a una comparazione tra quanto dichiarato da imprese, professionisti e lavoratori autonomi e dai ricavi e compensi calcolati tramite elaborazioni statistiche dei dati comunicati. Ora, invece, «il nuovo sistema introduce una scala di valori con cui l’Agenzia delle Entrate potrà verificare normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale dei contribuenti definendone il grado di affidabilità con un voto da 1 a 10: tanto più alto il punteggio raccolto, tanto più elevato il premio riconosciuto al soggetto virtuoso che potrà, con un 10, ritrovarsi anche esonerato dagli accertamenti sintetici».

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