Agosto vacanza mia non ti conosco: un italiano su tre resta a casa

A rilevarlo è l’ultimo sondaggio effettuato dall’Istituto Swg. E se tanti cittadini non partiranno per le vacanze, sono molti anche gli esercizi commerciali che ad agosto resteranno aperti garantendo i propri servizi

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Il 32 per cento degli italiani (circa uno su tre) quest’anno non andrà in vacanza. A rilevarlo è l’ultimo sondaggio effettuato dall’Istituto Swg, tra il 10 e il 12 luglio, su un campione di 1.000 persone. Di contro il 31 per cento dei nostri connazionali “andrà in vacanza come al solito”, ossia mantenendo lo stesso tenore degli anni precedenti. Il 21 per cento degli intervistati prevede poi di andare in vacanza spendendo meno mentre il 4 per cento è pronto a spendere di più.

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Insomma il ricordo di città vuote e strade deserte ad agosto è ormai lontano. Tanto è vero che anche ristoranti e negozi si preparano a lasciare le saracinesche alzate. Secondo un’analisi effettuata da TheFork, il portale che permette di prenotare in oltre 60.000 ristoranti nel mondo (di cui 17.000 in Italia), saranno più della metà i partner del sito a restare aperti per il mese d’agosto, nello specifico si tratta del 64 per cento. A Milano e Torino, per esempio, resterà aperto ben un ristorante su due  (il 49 per cento per il capoluogo meneghino e il 57 per cento per la città della Mole). Naturalmente le percentuali risultano molto più alte per le città d’arte che accolgono anche durante i mesi estivi molti turisti: Venezia registra l’80 per cento di ristoranti aperti, seguita da Firenze con il 65 per cento e Napoli con il 60 per cento.

Aperti per ferie…
Non solo ristoranti. Anche per l’estate 2019 le aziende aderenti a Federdistribuzione, l’associazione espressione della distribuzione moderna organizzata, garantiranno l’apertura dei punti vendita, fornendo così un servizio completo e continuativo ai cittadini che, per necessità o per scelta, resteranno in città.

E’ anche il caso di Milano e Torino
Nel mese di agosto i milanesi potranno trovare aperti 267 negozi (173 alimentari e 94 non alimentari) appartenenti alle imprese associate a Federdistribuzione tra centri commerciali, piccoli e grandi super, discount, grandi magazzini e superfici specializzate nei diversi prodotti non alimentari. Di questi ben 174 offriranno inoltre il servizio a domicilio. I cittadini torinesi potranno trovare aperti 159 negozi (123 alimentari e 36 non alimentari) appartenenti alle imprese associate a Federdistribuzione tra centri commerciali, piccoli e grandi super, discount, grandi magazzini, cash and carry e superfici specializzate nei diversi prodotti non alimentari. Di questi ben 95 offriranno inoltre il servizio a domicilio. Ad essere garantito, inoltre, non è soltanto lo shopping o la quotidiana spesa alimentare. Negli ultimi anni i punti vendita della distribuzione moderna sono diventati sempre più degli hub fornitori di servizi utili per i consumatori, che vi possono trovare servizi di estrema importanza, come i corner dedicati alla vendita dei farmaci, sia i cosiddetti da banco (otc) sia i farmaci senza obbligo di prescrizione (sop). A questi servizi essenziali si possono aggiungere anche tutta una serie di servizi accessori come la spesa on-line, la vendita di ricariche telefoniche, la stampa delle foto, i servizi di sartoria, il pagamento di bollettini e, soprattutto nei punti vendita più grandi, servizi assicurativi, agenzie viaggio o la vendita di carburanti.

Roma non sarà da meno
Come ogni anno la sezione capitolina della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa ha sistematizzato, in collaborazione con il Campidoglio, gli elenchi di negozi, botteghe e supermercati che restano aperti nel mese più caldo delle ferie, stilando un comodo prontuario a disposizione di chi resta in città  e di chi arriva per turismo.

Facile trovare ciò che serve: l’elenco è diviso per categorie (alimentari, abbigliamento, bar, meccanici auto ecc.) e in ogni sotto-elenco sono presenti recapiti e riferimenti di ciascun esercizio. Tra i settori più rappresentati l’autoriparazione (11 per cento), il commercio e i servizi (9 per cento), l’impiantistica (idraulica ed elettricisti, 18 per cento) e l’acconciatura ed estetica (10 per cento).

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