Agricoltura, il maltempo ha causato 14 miliardi di danni nell’ultimo decennio

La Coldiretti lancia l’allarme sui cambiamenti climatici. Il 2018 si è classificato nei primi otto mesi come l'anno il più caldo dal 1800

ambiente

Un massacro. Altro che scioglimento dei ghiacciai e pinguini in fuga. In Italia i cambiamenti climatici hanno provocato danni alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture per un totale pari a più di 14 miliardi di euro. Una cifra monstre che sfiora il doppio del fatturato di aziende del calibro di Enel, Eni e Generali, il top del panorama nazionale. L’allarme è stato lanciato dalla Coldiretti sul finire di un’estate pazza, calda e piovosa. L’impennata è arrivata proprio quest’anno: il 2018 si è classificato nei primi otto mesi come il più caldo dal 1800 con una temperatura media di 1,46 gradi superiore alla media. I primi nove mesi sono stati segnati da improvvise tempeste di vento, pioggia e ghiaccio che hanno colpito a macchia di leopardo la Penisola con coltivazioni distrutte, alberi abbattuti e aziende allagate, ma anche frane e smottamenti. Il maltempo si è abbattuto in una fase stagionale particolarmente delicata con le verdure in campo, i frutteti in raccolta e l’uva pronta per la vendemmia. Sono gli effetti dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole a pioggia. E’ dunque evidente in Italia la tendenza alla tropicalizzazione.

Il consiglio del presidente
«L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – Il nuovo quadro ambientale aumenta le responsabilità individuali in una sfida per tutti che può essere vinta solo se si afferma un nuovo modello di sviluppo più attento alla gestione delle risorse naturali nel fare impresa e con stili di vita più attenti all’ambiente nei consumi, a partire dalla tavola».

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