Agricoltura: stop aste a doppio ribasso, penalizzano settore e lavoratori

Dopo il caso Eurospin, la vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Susanna Cenni (Pd) presenta un'interrogazione urgente al ministero

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«Il Governo è a conoscenza del fenomeno delle aste on line e quali interventi ha in programma per contrastarlo in maniera rapida ed efficace?». A chiederlo, con un’interrogazione urgente al ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, è Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera.

«Doppio ribasso, sottocosto. Dietro queste parole  – spiega Cenni – si nasconde, spesso, una pratica, quella delle aste on line, che è contraria ai principi di trasparenza, equità, legalità, rispetto dei diritti dei lavoratori. Una pratica che avvantaggia fenomeni come il caporalato e lo sfruttamento in agricoltura». L’interrogazione della vice-presidente prende spunto dal caso Eurospin, la catena di supermercati che secondo quanto denunciato dall’associazione Terra!, avrebbe acquisito 20 milioni di bottiglie di passata di pomodoro a 31,5 centesimi l’una tramite un’asta on line al doppio ribasso. Un prezzo considerato insostenibile da molti produttori. Il meccanismo dell’asta al doppio ribasso «consiste nell’assegnare il contratto di fornitura all’azienda che offre il prezzo inferiore dopo due gare, in cui la base d’asta della seconda è il prezzo minore raggiunto durante la prima -. spiega Cenni – Si tratta di un circolo vizioso che porta al ribasso non solo il prezzo del prodotto per la Grande distribuzione organizzata (Gdo), ma anche la qualità del lavoro in agricoltura, favorendo caporalato e illegalità. Un anno fa circa il Mipaaf aveva promosso un patto di impegno con Federdistribuzione e Ancd Conad per promuovere un codice etico di pratiche commerciali leali lungo l’intera filiera agroalimentare. E c’è una direttiva europea, in via di approvazione, che vieterà le pratiche più aggressive della Gdo. Queste sono le strade da seguire».

«Nel frattempo però – conclude Susanna Cenni – bisogna tenere alta la guardia e la mia interrogazione al Governo va in questa direzione. Perché dobbiamo sapere cosa sta facendo e cosa intende fare l’esecutivo, per contrastare una pratica che colpisce l’agricoltura e chi vi lavora».

 

 

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