Agroalimentare, al bando sottocosto e aste a doppio ribasso

La Camera ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge del Pd, prima firmataria Susanna Cenni. Previste sanzioni per chi non rispetterà i divieti. Ora la palla passa al Senato

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Nessun contrario, 60 astenuti e 369 favorevoli. La Camera ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge del Pd che introduce il divieto della vendita sottocosto dei prodotti agroalimentari e in particolare delle aste elettroniche a doppio ribasso. Un provvedimento che vuole prevenire le vendite sottocosto simili a quelli del latte di pecora in Sardegna che hanno provocato la protesta degli allevatori. Il testo che passa ora al Senato, contiene anche delega al governo per la disciplina e il sostegno delle filiere etiche di produzione.

Dignità del lavoro e tutela della filiera
«Voglio ricordare che l’iniziativa è stata del Pd e condivisa da tutti; abbiamo fatto buone cose come i distretti del cibo, abbiamo fatto un buon lavoro in commissione, migliorando il testo ottenendo un buon risultato – . ha detto in Aula Susanna Cenni, prima firmataria della proposta di legge – Voglio ricordare a tutti che le aste a prezzi troppo bassi non riconoscono la dignità del lavoro degli agricoltori, che dietro ad un prezzo troppo basso la catena del valore viene sconvolta e il costo di questo sconvolgimento grava inevitabilmente sul produttore agricolo e sul lavoro, che sono i due elementi più fragili della filiera. Spesso i piccoli produttori cessano la loro attività perché non ce la fanno più -. ha sottolineato Cenni – Qui in Parlamento abbiamo il dovere di riequilibrare la catena del valore della filiera alimentare svantaggiata rispetto alla grande distribuzione e all’industria e dobbiamo continuare a combattere le cosiddette pratiche sleali delle aste a doppio ribasso e del sottocosto, e completare anche il lavoro intrapreso con la legge contro il caporalato voluta fortemente dal Pd e dal governo di centrosinistra, con il divieto di tenere aste elettroniche al doppio ribasso per l’acquisto e l’approvvigionamento di prodotti agroalimentari ed anche per la ristorazione collettiva e il contenimento della pratica del sottocosto e introduzione di maggiori elementi di trasparenza nella filiera, scegliendo di investire sulla qualità».

Plauso anche dalla Lega
In una nota i deputati della commissione agricoltura Lorenzo Viviani, Aurelia Bubisutti, Dimitri Coin, Flavio Gastaldi, Guglielmo Golinelli, Marzio Liuni, Martina Loss, Carmelo Lo Monte e Mario Lolini hanno sottolineato che il partito ha votato a favore «perché alcune tematiche non hanno colori politici ma devono essere supportate per il bene della collettività. Il provvedimento infatti è in linea con quanto fatto fino a oggi dal ministro Centinaio che fin da subito si è impegnato per dare maggiore reddito ai nostri agricoltori e si unisce alla battaglia che la Lega porta avanti da anni per fermare le importazioni di prodotti esteri a basso costo e di bassa qualità. Solo così potremmo finalmente mettere nelle migliori condizioni di lavorare i nostri agricoltori e abbattere anche la piaga del caporalato».

L’ok del MoVimento 5 Stelle
«Con l’approvazione di oggi facciamo un passo importante, in attesa del via definitivo del Senato, per mettere fine ad una pratica nel mondo dell’agroalimentare che mette in seria difficoltà le nostre imprese agricole ed in particole i fornitori che rappresentano la parte più vulnerabile della filiera», hanno sottolineato in una nota i componenti del MoVimento 5 Stelle in commissione Agricoltura alla Camera.

«Viene finalmente introdotto il divieto dell’utilizzo delle aste elettroniche a doppio ribasso per l’acquisto di prodotti agricoli e agroalimentari, che stracciano il prezzo dei prodotti alimentari, a discapito di tutto il settore agricolo. Con questa legge, chi non rispetterà il divieto, verrà sanzionato e l’accordo sarà nullo. Inoltre, l’uso del sottocosto di prodotti alimentari freschi e deperibili è ammessa solo nei casi si registri dell’invenduto a rischio di deperibilità o di operazioni programmate e concordate con il fornitore, che in ogni caso verrà tutelato, perché introdotto il divieto di imporgli la perdita. Tra l’altro grazie a questo provvedimento la funzione di controllo e sanzionatoria viene trasferita all’ICQRF, garantendo così maggiore efficienza. In questo modo – continuano i deputati – garantiamo il giusto prezzo al produttore e tuteliamo i lavoratori».

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