Agroalimentare, le imprese giovanili e femminili sono in calo

La fotografia del primo trimestre del 2019 l’ha scattata Cia-Agricoltori Italiani: trionfa il segno meno

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Come se la passano le imprese e le aziende dell’agroalimentare giovanili e femminili in Italia? La fotografia del primo trimestre del 2019 l’ha scattata Cia-Agricoltori Italiani. Il segno meno è (quasi) sempre più ricorrente nell’analisi. Il numero generale si è ridotto rispetto al recente passato.

Imprese femminili
Su base tendenziale, la quantità delle imprese femminili attive si è ridotto dell’1.20 per cento (da 225.064 a 222.358) mentre su base congiunturale dell’1.44 per cento (da 225.607 a 222.358). Altri dati: per il 93 per cento si tratta di ditte individuali per i settori agricoltura, silvicoltura e pesca; anche nel settore alimentari le ditte individuali sono in maggioranza con il 60 per cento del totale.  

Imprese giovanili
Da segnalare, invece, che il numero delle imprese giovanili attive ha subito una drastica riduzione su base congiunturale pari a ben -7.53 punti percentuali (da 61.692 a 57.047); su base annuale, invece, è stata registrata una variazione positiva del 2.21 per cento (da 55.812 a 57.047). Altri dati: il 61 per cento sono società di capitale per i settori alimenti e bevande, mentre l’89 per cento sono ditte individuali nei settori agricoltura, silvicoltura e pesca.  

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