Agromafie, il menù criminale: dalla mozzarella sbiancata al lifting del pesce

Il volume d’affari complessivo annuale dei pirati della tavola è salito a 24,5 miliardi di euro con un aumento del 12,4 per cento: lo dice il Rapporto presentato dalla Coldiretti

pesce

Un menù al limite dell’horror. Dalla mozzarella sbiancata con la soda al pesce vecchio rinfrescato con un “lifting” al Cafados (un addittivo che rende brillanti i prodotti), dalla carne dei macelli clandestini di animali rubati al pane cotto in forni con legna tossica, dalle nocciole turche prodotte con il lavoro dei minori al miele “tagliato” con sciroppo di riso o di mais, sono solo alcuni esempi di come la criminalità porti in tavola prodotti illegali, pericolosi o frutto dello sfruttamento dei lavoratori. 

I risultati del Rapporto Agromafie  
La Coldiretti ha apparecchiato per la prima volta la tavola de “Il crimine nel piatto degli italiani” con i casi più eclatanti, dall’antipasto al dolce, di portate illegali frutto di traffici, inganni, frodi e manipolazioni per speculare sul cibo e sulle filiere agroalimentari. Una iniziativa promossa a Roma in occasione della presentazione del sesto Rapporto Agromafie sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare. Il Rapporto ha emesso un verdetto che fa male al vero Made Italy: il volume d’affari complessivo annuale delle agromafie, infatti, è salito a 24,5 miliardi di euro con un aumento del 12,4 per cento nell’ultimo anno, con una crescita che sembra non risentire della stagnazione dell’economia italiana e internazionale, immune alle tensioni sul commercio mondiale e alle barriere circolazione delle merci e dei capitali.  

Parla il presidente
«E’ necessario controllare affinché tutti i prodotti che arrivano sulle tavole degli italiani, provenienti dall’interno o dall’estero dei confini nazionali rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti in vendita sugli scaffali o serviti al ristorante, ci sia un percorso di qualità e legalità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute», afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. «Occorre vigilare sui cibi low cost dietro i quali spesso si nascondono ricette modificate l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi se non l’illegalità o lo sfruttamento», aggiunge Prandini.  

Il crimine nel piatto
Dall’antipasto al dolce. Passando dal riso che nasconde un genocidio ma anche dalle nocciole messe sul mercato sfruttando i bambini. Ecco il “Il crimine nel piatto degli italiani”.
Antipasti
Mozzarella alla soda e perossido di benzoile
Frittelle si Bianchetto vietato
Primi
Riso Birmania frutto di genocidio
Secondi
Lifting di pesce con Cafados
Carne da macelli clandestini
Contorni
Tartine di tartufi cinesi spacciati per italiani
Funghi porcini romeni spacciati per italiani
Dolci
Biscotti al miele tagliato con sciroppo di riso, mais o saccarosio
Frutta
Nocciole turche con sfruttamento di lavoro bambini
Banane dall’Ecuador con dfruttamento di lavoro bambini
Condimenti
Olio colorato con clorofilla
Pane illegale cotto nei forni clandestini
Alimentati con legna tossica
Bevande
Vino scadente adulterato con lo zucchero
Servizio a tavola
Oliera senza tappo anti-rabbocco per olio anonimo
Formaggera con falso Grana grattuggiato
Omaggio
Rose dal racket

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