Al Baghdadi, da informatore nell’Isis un campione del Dna  

Le Forze democratiche siriane (Sdf) avevano un informatore nell’Isis che ha aiutato a localizzare il covo dove si nascondeva Abu Bakr al Baghdadi, morto nella notte tra sabato e domenica a seguito di un raid americano. Lo ha detto alla Cnn Mustafa Bali, portavoce delle forze curde in Siria, secondo cui l’informatore ha ottenuto campioni del sangue e un pezzo di biancheria intima del Califfo che sono stati usati per i test del Dna che hanno portato alla conferma della sua identità prima che venisse condotto il raid. 

Su Twitter Mustafa Bali ha poi spiegato che le Fds a guida curda “hanno condiviso a maggio informazioni con gli Usa sulla posizione di al-Baghdadi, localizzato a Idlib”, nel nordovest della Siria. “Ci sono domande sul caso al-Baghdadi a cui deve rispondere la Turchia, che – ha aggiunto – ha effettuato numerosi attacchi aerei all’interno della regione del Kurdistan iracheno”. Domenica il portavoce delle Fds aveva già accusato la Turchia “di non aver rilevato come minaccia per la sicurezza la presenza del capo dell’Isis e del portavoce” del gruppo, “a pochi km dal suo confine”.  

Resti al Baghdadi sparsi nel mare 

A confermare il “ruolo chiave” delle Forze democratiche siriane anche una fonte del dipartimento di Stato, citata dalla Cnn, secondo cui i vertici militari americani sono stati “in stretto contatto” con il comandante delle forze curde, il generale Mazloun Abdi, “su tutti gli aspetti di quello che stavamo facendo”. “Lui, la sua gente e le sue fonti di intelligence – ha sottolineato – hanno giocato un ruolo chiave in tutto questo, un ruolo molto, molto importante, nessuno dovrebbe sottovalutare quante le Sdf siano state fondamentali in tutto questo”. 

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