Al via la 35esima spedizione italiana in Antartide  

Ha preso il via la 35a spedizione scientifica italiana in Antartide con l’apertura della stazione italiana ‘Mario Zucchelli’ (Mzs) sul promontorio di Baia Terra Nova. La campagna estiva durerà 4 mesi e ospiterà 250 tra tecnici e ricercatori, italiani e stranieri, a supporto di 45 progetti di ricerca, alcuni presso altre basi antartiche.  

Le spedizioni italiane sono gestite dall’Enea per la pianificazione e l’organizzazione logistica e dal Cnr per la programmazione e il coordinamento scientifico. La base Mzs è stata riaperta da un gruppo di 20 persone. Oltre a riattivare i servizi dopo la chiusura dello scorso febbraio, questo primo gruppo ha preparato la pista di 3 km sul pack marino, idonea all’atterraggio dei vettori aerei intercontinentali.  

Questa spedizione vedrà per la prima volta l’impiego dell’unica nave italiana in grado di operare nelle aree polari, la ‘Laura Bassi’, acquisita dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste (Ogs), grazie un finanziamento del Miur, e gestita congiuntamente da Cnr, Enea e Ogs. 

In questa spedizione saranno impegnati 26 militari italiani di Esercito, Marina, Aeronautica ed Arma dei Carabinieri, nell’ambito delle competenze specifiche della Forza Armata d’appartenenza. Il prossimo 8 novembre verrà avviata anche la campagna estiva a Concordia, che si trova a oltre 3mila metri sul plateau antartico, dove sono previsti osservatori, studi e ricerche nei settori della glaciologia, chimica e fisica dell’atmosfera, astrofisica, astronomia, geofisica e biomedicina.  

Nell’ambito del nuovo progetto internazionale ‘Beyond Epica’, inizierà quest’anno a Little Dome C, a 40 chilometri da Concordia, l’allestimento del campo che ospiterà le attività di perforazione del ghiaccio più antico del mondo, con l’obiettivo di ricostruire il clima del pianeta fino a 1,5 milioni di anni fa.  

A partire da novembre inizierà anche il graduale arrivo dei nuovi 12 winter over, 5 del Pnra, 6 dell’Istituto polare francese Paul Emile Victor (Ipev) e 1 medico dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che andranno a sostituire il team precedente, restando poi in completo isolamento fino a novembre 2020 durante la stagione invernale, quando si toccano temperature esterne di -80°C (percepite fino a-100°C).