Alimentazione, quanta attenzione facciamo a quel che mangiamo?

La risposta è contenuta in un sondaggio realizzato dall'Istituto Swg. Inoltre, l'Unc ha stilato un decalogo di consigli per evitare di incorrere nei problemi dovuti all'aver ingerito alimenti contaminati

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Con l’arrivo dell’estate ecco spuntare, puntualmente, tutti i disturbi di stagione, soprattutto quelli legati all’alimentazione. In questo periodo si registrano, come ogni anno, aumenti di disturbi gastrointestinali dovuti, spesso, a microorganismi o sostanze tossiche prodotte da questi ultimi che contaminano i nostri alimenti. Una situazione dovuta al caldo del periodo che favorisce il proliferare di questi organismi che causano quelle che vengono chiamate tossinfezioni alimentari. Generalmente i disturbi causati consistono in vomito, diarrea o spossatezza e durano non più di tre giorni. Tuttavia, se si presentano durante una vacanza possono anche, irrimediabilmente rovinarla. A questo proposito, l’Unione nazionale consumatori (Unc) ha stilato un decalogo con i consigli per evitare questi disturbi dovuti all’aver ingerito alimenti contaminati.

Il decalogo dell’Unc
Al primo posto l’igiene. È importante, ricorda l’associazione, chiedere sempre ai rivenditori di toccare il cibo utilizzando pinze, palette o guanti monouso; nei ristoranti, soprattutto se non si conoscono, diffidare dei carrelli che espongono cibi freddi conservati a temperatura ambiente specialmente se si tratta di gelatine, creme, maionese o altre salse; sconsigliato, inoltre, acquistare alimenti contenuti in congelatori stracolmi: infatti, per una corretta conservazione degli alimenti, non devono mai superare un certo carico; prestare attenzione quando si acquistano i frutti di mare, controllare la provenienza e ricordare che possono essere conservati al massimo per 4 giorni, alla temperatura di 6°C, quindi, in frigorifero; fare sempre attenzione all’aspetto dei cibi (ad esempio se sono brinati o presentano rigonfiamenti) e alle scadenze; controllare sempre prima di acquistare gelati in spiaggia che non presentino alterazioni come strati di brina che potrebbero indicare uno scongelamento e un ricongelamento successivo e per le bibite che non siano state esposte troppo al sole; non acquistare prodotti deteriorabili da venditori ambulanti e, infine, ricordarsi sempre di segnalare le situazioni anomale agli organi di vigilanza (polizia municipale, carabinieri, Asl, etc…).

Italiani attenti a qualità e provenienza del cibo
Per fortuna, sembra che la prevenzione e l’attenzione al cibo sia un punto su cui gli italiani non transigono. Infatti, un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg evidenzia come secondo il 61 per cento dei cittadini, facenti parte del campione intervistato, ritenga che nel territorio in cui vive le persone prestino molta o abbastanza attenzione al controllo della qualità e della provenienza degli alimenti che acquistano, contro il 39 per cento che ritiene che il livello di cautela non sia, in realtà, così elevato.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)

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