Alimentazione, sempre più italiani mangiano bio. Ma è davvero più sicuro?

Nell’ultimo anno 8 connazionali su 10 hanno acquistato almeno un prodotto biologico e anche la produzione agricola è in netta crescita: le superfici coltivate con metodi biologici sono aumentate del 6,3 per cento rispetto al 2016

alimentazione bio

L’alimentazione biologica, ovvero attenta alla salute del consumatore e all’ambiente, è ormai entrata a pieno titolo nelle abitudini degli italiani. A testimoniare questo trend sono i numeri in continua crescita. Secondo una ricerca sull’agroalimentare biologico italiano, promossa da BolognaFiere con il patrocinio di FederBio e AssoBio e curata da Nomisma, nell’ultimo anno 8 italiani su 10 hanno acquistato almeno un prodotto bio. Dall’analisi, presentata nel corso dell’ultima edizione del Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale, che si è tenuto a Bologna, è emerso come di questi il 42 per cento sia “frequent user” ovvero scelga di comprare biologico ogni settimana. Tra le categorie alimentari più apprezzate dai bio-consumatori spiccano frutta e verdura. Anche la produzione agricola è in netta crescita: in Italia, le superfici coltivate con metodi biologici hanno superato l’1,9 milioni di ettari, con un aumento del 6,3 per cento rispetto al 2016.

Ma perché tanti italiani preferiscono i prodotti bio?
Stando a quanto è emerso dalla ricerca presentata al Sana, alla base di questa scelta c’è la ferma consapevolezza che quel determinato prodotto risponda perfettamente e totalmente a un’esigenza prioritaria di attenzione alla salute. Per il 52 per cento degli intervistati, infatti, la scelta è dettata da ragioni salutistiche ma non mancano quelli che mettono al primo posto la garanzia di sicurezza e qualità offerta da questo genere di merce (47 per cento) e quelli che scelgono il bio perché ritenuto più rispettoso dell’ambiente (26 per cento). La domanda di prodotti biologici è dunque in crescita, come confermato dai dati sulle vendite, che sono salite a quota 5.612 milioni di euro (+8 per cento rispetto al 2016).

Se bio è sinonimo di sicurezza e tutela
Qual è la normativa che garantisce che un prodotto sia veramente bio e quali i requisiti che deve avere per ottenere la certificazione?  Attualmente per ottenere la certificazione biologica è necessario che il sistema di produzione dell’alimento sia conforme ai requisiti del regolamento CE 834/2007, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici. Tra i requisiti richiesti dalla normativa è necessario che il logo biologico venga utilizzato sugli imballi dei prodotti preconfezionati certificati e applicato sui prodotti costituiti unicamente o quasi unicamente da ingredienti biologici, come indicazione di garanzia e sicurezza per i consumatori. Per ottenere la certificazione biologica è necessario, tra l’altro, che il prodotto non contenga Ogm, che le coltivazioni non vengano aiutate da fertilizzanti sintetici, sostanze chimiche come i pesticidi o antibiotici, ma piuttosto potenziate dall’ausilio di materiali organici. Per ottenere la certificazione di “prodotto biologico” è necessario inoltre che negli allevamenti sia sempre altissimo il livello di attenzione al benessere degli animali. E ancora. Un prodotto a marchio bio deve essere coltivato necessariamente in campi agricoli in cui viene applicata la rotazione delle colture, per salvaguardare il terreno dall’esaurimento delle sostanze nutritive, e la certificazione deve interessare l’intera catena produttiva e tutti gli elementi che entrano a far parte della filiera.

Verso regole più stringenti
Ma il panorama normativo del settore biologico sta per cambiare ulteriormente: entro il 2021 entrerà infatti in vigore anche nel nostro Paese la nuova legislazione, approvata di recente dall’Unione Europea, che renderà ancora più stringenti le regole sulla qualità dei prodotti bio a tutto vantaggio delle nostre aziende e dei consumatori italiani.

 

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