Allarme per strappo Renzi, Carfagna a cena con i suoi  

L’appuntamento è alle 21, in un ristorante ai Parioli. La lista degli invitati è top secret. Mara Carfagna ha invitato per questa sera un gruppo di parlamentari azzurri, non solo dell’area sudista. Soprattutto quelli che ha avuto modo di sentire spesso in queste ultime settimane tribolate per Forza Italia, che si è ritrovata ancora una volta all’opposizione di un governo Conte, ma insieme alla Lega, dopo la rottura di Matteo Salvini con i Cinque stelle. La cena cade nel giorno dello strappo dal Pd di Matteo Renzi (nel pieno delle grandi manovre al centro scatenate, in gran parte, proprio dall’attivismo dell’ex segretario Dem) e in uno dei momenti più difficili di Forza Italia, dove è sempre più forte l’insofferenza verso la gestione del partito di fronte al rischio salvinizzazione.  

Carfagna smentisce trattative con i renziani, respingendo le accuse di inciuci in stile Nazareno bis. Anzi. Lei considera Renzi, raccontano, un competitor agguerrito che preoccupa non poco, perché determinato a ‘pescare’ nella stessa direzione in cui dovrebbe andare Forza Italia per smarcarsi dalla Lega, ovvero quell’area moderata di centro, che ora fa gola a tutti, lasciata ‘scoperta’ dai partiti. La vicepresidente della Camera, che avrebbe informato Silvio Berlusconi della cena, non vuole assolutamente provocare una nuova scissione interna (dopo quella di Giovanni Toti), ma non è disposta a ‘morire salviniana’ e a cedere sovranità agli alleati Lega-Fdi nella futura coalizione di centrodestra.  

Carfagna non vuol sentir parlare di ‘corrente’, ma di certo la sua intenzione è quella di sondare il terreno, chiamando a raccolta chi non condivide più l’attuale strategia politica del partito. C’è chi scommette che alla fine darà vita a un’associazione, a una sorta di ‘pensatoio’, ma sono solo voci. Di sicuro, racconta gli l’ha sentita di recente, la sua ‘battaglia’ la condurrà dentro Forza Italia, fino in fondo. Per provare a costruire, un’alternativa di stampo moderato al fronte sovranista e a quello renziano, dove possano trovare spazio le istanze sudiste innanzitutto, ma non solo.  

 

(Fonte: Adnkronos)

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