alle d’Aosta verso la chiusura delle scuole. Abruzzo in ‘zona rossa’ da mercoledì 18 novembre

L’ipotesi di chiusura totale delle scuole sarà domani sul tavolo della Giunta della Valle d’Aosta. La regione, in cui si registra la più alta incidenza di contagi da coronavirus in relazione alla popolazione, si trova in zona rossa dal 6 novembre.

Il dossier, presentato dall’assessore Luciano Caveri, è già stato esaminato oggi e ritornerà domani per una decisione dell’esecutivo regionale, dopo una serie di incontri con i dirigenti scolastici e i sindacati.

Abruzzo in ‘zona rossa’ da mercoledì 18 novembre, ma le scuole restano aperte. Lo ha anticipato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nel corso della visita all’ospedale ‘San Raffaele’ di Sulmona. Il tema delle scuole aveva generato aspre polemiche nelle ultime ore. “Abbiamo assunto la decisione di firmare un’ordinanza che applica alla Regione Abruzzo la disciplina contenuta nell’articolo 3 del Dpcm e cioè quella delle cosiddette zone rosse e non di più” ha detto Marsilio.

La Puglia diventi regione rossa”: è quanto chiede il presidente dell’Ordine dei medici di Bari nonché della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli. “Il virus – sostiene in una nota – continua a diffondersi a una velocità preoccupante in Puglia. L’assessore Lopalco chieda subito al governo di rendere la Puglia regione rossa”.

Basilicata: “Chiusura delle scuole necessaria” – “La decisione, in questo momento necessaria, di prevedere qualche giorno di didattica a distanza per le scuole primarie e secondarie di primo grado, servirà a diminuire la diffusione del virus e la conseguente pressione sulle strutture ospedaliere lucane”. Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi (centrodestra), riferendosi alla sua ordinanza con cui è stata disposta la Dad anche per elementari e medie da domani, 17 novembre, al 3 dicembre. La Basilicata è zona arancione dello scorso 11 novembre.

Toti, Liguria ‘gialla’ non prima due settimane – “A oggi l’indice Rt in Liguria secondo i nostri calcoli è intorno a 1,06-1,07, questa settimana sarà fondamentale per vedere l’andamento dei dati. Se entro la fine del mese l’Rt scende sotto 1 e il numero di ricoverati comincia sensibilmente a scendere potremo ragionare di interventi ampliativi”. E’ lo scenario prospettato dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti oggi pomeriggio a ‘Un giorno da pecora’ su Radio 1. “Qualche giorno della Liguria zona arancione sicuramente sì”, ha detto Toti ipotizzando almeno “una settimana di prudenziale zona franca”.

La richiesta di un confronto tra Regioni per discutere delle scelte che determinano il passaggio in una o nell’altra fascia di rischio è stata accolta. Domani la Conferenza delle Regioni presieduta da Stefano Bonaccini, che ringrazio per la disponibilità, potrà finalmente confrontarsi sui criteri applicati dal Comitato tecnico scientifico rispetto ai dati forniti a livello regionale. È un atto dovuto per chiarezza nei confronti dei cittadini e delle imprese del Friuli Venezia Giulia”. Lo afferma in una nota il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.