Amazon Italia, rischi e opportunità per il mercato del lavoro 2019

Nel 2018 l'azienda ha creato dal nulla oltre 2 mila nuovi posti a tempo indeterminato. Gli occupati sono cresciuti da 3500 del 2017 a più di 5500, con un aumento superiore al 50 per cento. Entro tre anni se ne dovrebbero aggiungere altri 400

Tutti conoscono Amazon. Il gigante dell’e-commerce ha rivoluzionato la vendita al dettaglio e non solo. Il giudizio sulla bontà della creatura di Jeff Bezos, però, non è unanime. Ma come incide la multinazionale made in Usa sull’occupazione in Italia?

Nuovi posti di lavoro
Di sicuro una risposta univoca non esiste. Due fatti però possono aiutarci a capire meglio l’impatto del colosso di internet sulla vita di imprese e famiglie. Nel 2018 Amazon ha creato dal nulla oltre 2 mila nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato. A luglio ne erano previsti “solo” 1700. Gli occupati sono cresciuti da 3500 del 2017 a più di 5500, con un aumento superiore al 50 per cento. Entro tre anni se ne dovrebbero aggiungere altri 400, in concomitanza con l’apertura del nuovo centro di smistamento a Casirate (Bergamo). Tutti i dipendenti a tempo indeterminato, oltre allo stipendio, possono usufruire di un’assicurazione medica privata, assicurazione sulla vita, uno sconto per acquisti su Amazon e un piano pensionistico aziendale. Con il programma Career Choice si finanzia la formazione degli adulti coprendo anticipatamente fino al 95 per cento dei costi delle rette e di ulteriori costi correlati per corsi scelti dal personale, fino ad un massimo di 8 mila euro. In tutto gli investimenti della multinazionale nel nostro paese ammontano a 800 milioni di euro nello scorso anno, più di 1,6 miliardi dal suo lancio nel 2010. Soldi che, a detta dell’azienda, sono serviti a supportare i clienti, con servizi più efficienti, e le imprese, con la valorizzazione del made in Italy.

L’intesa con Poste italiane
Il prossimo passo della multinazionale riguarda la consegna dei pacchi nel nostro paese. Amazon ha chiuso il 2018 ottenendo dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) la concessione a entrare nel mercato degli operatori postali. Più volte l’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) aveva sanzionato attività di consegna abusiva di tre società per un totale di 300 mila euro. Con l’approvazione del Mise Amazon potrà consegnare posta sopra i 2 kg (tranne le lettere), pacchi da 20 a 30 kg, pony express e raccomandate urgenti. Per l’autorizzazione, valida sei anni, la multinazionale ha pagato 624 euro. Una cifra ritenuta da alcuni troppo bassa, se si considerano i mancati introiti per Poste italiane. Senza contare che a luglio le due aziende hanno firmato un accordo per la consegna dei prodotti e-commerce, che include il recapito serale (fino alle 19:45) e nei fine settimana. Un servizio garantito da 30 mila postini, i corrieri Sda e dalla compagnia aerea Mistral Air.

Il confronto con gli Usa
C’è da chiedersi come l’ingresso di Amazon nei servizi postali inciderà sulla generale crisi gestionale del settore. Negli Stati Uniti il servizio postale nazionale, lo United States Postal Service, ha anticipato i concorrenti FedEx, Ups e Dhl offrendo servizi di consegna domenicale a domicilio. L’alleanza con Amazon però non ha portato nuova occupazione. Il turno extra è offerto da volontari pronti a fare di tutto per evitare o rimandare eventuali licenziamenti. Chissà se lo stesso accadrà per Poste italiane. A ciò va aggiunto che, nonostante siano in crescita i ritardi nelle consegne, a inizio luglio sono scattati aumenti tariffari del 15 per cento. Rischio o opportunità? Difficile a dirsi. 

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