Ambiente, gli italiani hanno il cuore verde ma con gli occhi al portafoglio

Secondo una recente analisi svolta dall'Swg, il 49 per cento dei nostri connazionali non ritiene giusto che i prodotti cosiddetti "sostenibili" abbiano un prezzo maggiorato, anche se questo serve per coprire i costi di produzione

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Il Financial Times li ha definiti “eco-guerrieri”, sono piccoli imprenditori che hanno “colorato” il business di verde. I loro prodotti sono sostenibili e attenti all’impatto che possono avere sul territorio. Con loro la community dei lavoratori della rete Wwworkers.it ha lanciato il progetto di un manifesto per definire come fare impresa nel rispetto dell’ambiente grazie al digitale e alle nuove tecnologie.

Di esempi sul mercato ce ne sono molti
La casa del futuro di Tiziana Monterisi costruita con gli scarti del riso è un esempio di imprenditoria green. Come gli impianti di coltura idroponica di Ferrari Farm, ispirati a Marte e unici in Europa. O quelli di The Circle che uniscono acquacoltura e acquaponica. E poi le traverse ferroviarie intelligenti di Giovanni De Lisi realizzate con pneumatici e plastica da rifiuto. O Hurba il primo scooter 100 per cento elettrico con batteria estraibile che si ricarica in soli 20 minuti dalla presa di corrente di casa. E ancora le preziose creazioni di design di Gustavo Aguerrevengoa che fanno rivivere Ferrari d’epoca. O le sneakers Womsh in pelle nata dalle mele. E lo storico ristorante torinese del 1700 che rinasce grazie alla filiera di prodotti a basso impatto.

Il manifesto
Obiettivo del progetto Wwworkers.it è quello di tracciare l’identikit delle imprese sostenibili e digitali. Un modo per mettere a fattore comune la propria storia imprenditoriale e declinare le buone pratiche per ridurre l’impatto sul pianeta anche grazie al digitale e alle nuove tecnologie. Dopo il primo confronto con la politica la co-creazione del Manifesto proseguirà con collective intelligence in rete per arrivare alla presentazione nel prossimo Wwworkers Camp 2020.

Ma cosa ne pensano gli italiani dei prodotti green?
Secondo un’indagine svolta lo scorso anno dall’Osservatorio mensile Findomestic, in collaborazione con Doxa, ai nostri connazionali i prodotti green piacciono ma devono avere prezzi contenuti. L’indagine, infatti, ha evidenziato come quasi 7 italiani su 10 siano favorevoli ad acquistare prodotti sostenibili, ma il costo non deve superare il 10 per cento di quello dei prodotti non etichettabili come green. Solo l’1 per cento dei consumatori si è detto disposto a comprare prodotti con prezzi maggiorati del 20 per cento o oltre. Analisi simile ha svolto recentemente anche l’Istituto Swg, che ha chiesto a un campione di 1000 soggetti maggiorenni: «Secondo lei, è molto, abbastanza, poco o per niente giusto che i prodotti green costino di più per consentire alle imprese di coprire i costi aggiuntivi di produzione?». I rispondenti si sono divisi nettamente sul tema. Quasi la metà, per la precisione il 49 per cento, si è detto poco (29 per cento) o per niente (20 per cento) d’accordo. Il 41 per cento degli intervistati, invece, ha dichiarato di ritenere il prezzo più alto molto (5 per cento) o abbastanza (36 per cento) giusto. Resta fuori un 10 per cento che non ha espresso opinioni in merito.