Coronavirus, l’analisi statistica dell’Università di Palermo: contagio rallenta. Isolamento unica arma

I dati statistici elaborati da un team di ricercatori dell’Università di Palermo mostrano un trend che fa ben sperare. Lo scrive l’edizione online della rivista “Vanity Fair” nella sua sezione “speciale coronavirus”, che quotidianamente riporta articoli approfonditi, medici, scientifici ed economici sull’emergenza.

La ricerca di Palermo

Il team dell’Università di Palermo ha elaborato un modello statistico che permette di analizzare l’andamento della diffusione del Covid-19 in Italia, ogni giorno, a partire dal 24 febbraio e l’obiettivo principale del gruppo di ricerca della Facoltà di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche –  composto dai professori Andrea Consiglio e Vito Muggeo, dai dottori Gianluca Sottile, Vincenzo Giuseppe Genova e Giorgio Bertolazzi, e dal professore Mariano Porcu dell’Università di Cagliari – è quello di verificare che le restrizioni sanitarie messe in atto in questi giorni siano “veramente efficaci e quantificarne gli effetti sulla propagazione del virus con dati e modelli statistici”.

Dallo studio emerge che in Lombardia “se tra il 24 febbraio ed il 2 marzo il numero dei malati raddoppiava ogni 2,4 giorni, in epoca più recente, cioè tra il 14 ed il 22 marzo, il raddoppio è avvenuto invece ogni 6,5 giorni.  Tuttavia, “poiché gli ultimi dati riferiscono circa 24 mila contagiati, significa che, se non si farà nulla e non si adotteranno ulteriori misure di contenimento, fra 6,5 giorni, il numero raddoppierà, toccando i 50mila”, spiega il professor Consiglio.

Tasso netto di riproduzione

Altro dato interessante da analizzare è il Tasso Netto di Riproduzione, ovvero il numero medio di persone contagiate da una singola persona infetta, che in Lombardia è passato da 2,8 (nel periodo 24 febbraio-2 marzo), a 1,5 (dal 14 al 22 marzo). “È un dato positivo, ma la svolta vera arriverà quando si vedrà scendere il tasso al di sotto dell’1, perché indicherà che l’epidemia sta per estinguersi. L’unico modo che abbiamo al momento per farlo è l’isolamento e le misure di contenimento”. Obiettivo di tali misure è quello di ridurre il tasso di crescita dei contagi, per permettere ai sanitari di meglio poter curare meglio i malati e di gestire meglio le terapie intensive. Oltre che di prendere tempo per sperimentare altre cure per ridurre le complicazioni polmonari.

Probabilmente vicini al punto di svolta

“È probabile che ci si trovi vicini al punto di svolta e la conferma potrebbe arrivare tra qualche giorno – dice ancora l’esperto -i dati attuali mostrano un nuovo regime transitorio, tra quello esponenziale e quello logaritmico. Si tratta di un regime in cui non si sta ancora decelerando, ma nemmeno si accelera: il cosiddetto regime lineare”.

Si spera che dopo questa fase possa iniziare quello che porti ad un costante rallentamento dei contagi e dell’epidemia.