Animali: Lodi, cicogna bianca uccisa con fucile ad aria compressa  

Uccisa con una scarica di pallini esplosa da un fucile ad aria compressa. La cicogna bianca trovata morta a inizio luglio nel cortile dell’Oratorio Ss. Filippo e Giacomo di Mignete (sul cui campanile aveva costruito il nido), nella frazione del Comune di Zelo Buon Persico (Lodi), è stata uccisa in volo e ancora non si è trovato il responsabile. La conferma è arrivata oggi dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, sezione di Lodi.  

A rendere noto il referto dell’autopsia e a denunciare l’atto di bracconaggio ai danni di una specie particolarmente protetta, è la Lipu-BirdLife Italia, che in Lombardia, all’interno del progetto nazionale sul monitoraggio della specie, è attiva da oltre un decennio con un gruppo specifico di volontari. Con l’autopsia eseguita sul volatile, l’Istituto Zooprofilattico ha riscontrato la presenza nell’addome di un pallino sparato da arma ad aria compressa ed evidenziato la presenza di un foro nel collo e gravi lesioni e fratture provocate dalla caduta a terra. 

A ritrovare la cicogna nel cortile della parrocchia, Davide Ferrari, responsabile dell’Oratorio di Mignete. L’esemplare, un adulto, apparteneva alla coppia che nella frazione stava portando a termine la nidificazione, avendo ancora tre giovani nel nido che aveva realizzato proprio sul campanile dell’oratorio. 

“Siamo di fronte a un atto gravissimo, che colpisce una specie, la cicogna bianca, che ovunque suscita una profonda ammirazione e affetto da parte di tantissimi – denuncia Aldo Verner, presidente della Lipu-BirdLife Italia – Un gesto ingiustificato, ignobile e vigliacco, perpetuato non si sa da chi e per quale oscuro motivo. Uno sfregio all’evidente successo che la specie è riuscita a ottenere nell’ultimo trentennio grazie anche al lavoro realizzato dalla Lipu”. 

“Siamo certi – prosegue il presidente della Lipu – che le autorità giudiziarie sapranno risalire al responsabile, o responsabili, del grave atto di bracconaggio, per il quale già da ora annunciamo la richiesta di costituirci parte civile nell’auspicabile processo”. Intanto, oggi la Lipu lancia la petizione #StopBracconaggio per fermare il massacro degli animali.  

Fin dal 1985 la Lipu è impegnata nel progetto di tutela della cicogna bianca in Italia: nel tempo, con alcuni centri cicogne (Racconigi, in Piemonte, Zibido San Giacomo e Zerbolò in Lombardia, Silea nel Veneto) ha favorito un significativo aumento della specie come nidificante, in particolare in Lombardia. Da allora la specie è aumentata e si è diffusa in maniera naturale in diverse altre regioni italiane, specialmente del Sud, arrivando a contare oltre 300 coppie.  

Seppur in crescita, la cicogna bianca è ancora minacciata da fattori quali la distruzione dell’habitat naturale, il bracconaggio, la folgorazione sulle linee elettriche per elettrocuzione, che rappresenta la minaccia più grave di oggi data l’abitudine in molti casi di nidificare anche sui tralicci della media tensione. 

In Italia la cicogna bianca, che nidifica in ambienti aperti in un mosaico costituito soprattutto di prati irrigui, canali e risaie, è compresa nella lista delle specie particolarmente protette, anche sotto il profilo sanzionatorio, dall’art.2 della Legge 157/92. Il suo stato di conservazione è giudicato ancora inadeguato, proprio a causa di un numero ancora limitato di coppie nidificanti. 

La Direttiva comunitaria “Uccelli” inserisce, inoltre, tale specie nell’Allegato I impegnando i Paesi che la recepiscono, tra cui l’Italia, a tutelare i territori da essa frequentati durante la migrazione, l’estivazione, la nidificazione e lo svernamento. La cicogna bianca compare anche nell’Appendice II della Convenzione di Berna e nell’Appendice II della Convenzione di Bonn. 

(Fonte: Adnkronos Prometeo)

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