Anoressia, non è più solo roba da donne. Adesso colpisce anche gli uomini

La psichiatra Dalla Ragione: «Sempre più adolescenti e adulti ossessionati da sport e cibo sano. Vigoressia e ortoressia patologie sottostimate». Il ministero della Salute: oltre 3 milioni italiani con disturbi alimentari

anoressia

Contrariamente a una convinzione molto diffusa, l’anoressia – malattia prevalentemente femminile (interessa l’80 per cento delle donne tra i 12 e i 25 anni) – colpisce anche gli uomini (il 20 per cento della popolazione adulta), nella stessa fascia di età. Non solo adolescenti, dunque, ma anche adulti che utilizzano il loro corpo per esprimere un profondo disagio, sintomo di uno stato depressivo. Ortoressia  e vigoressia i fenomeni ancora sottostimati dietro si quali si cela l’ossessione dei maschi per l’alimentazione sana e lo sport.

Secondo il ministero della Salute sono oltre 3 milioni gli italiani con disturbi alimentari, di questi circa il 15 per cento soffrirebbe di ortoressia, con una netta prevalenza degli uomini (11,3 per cento) rispetto alle donne (3,9 per cento). Un italiano su 3 ha dichiarato di avere almeno un amico fissato con l’alimentazione, che non vuol dire soffrire di ortoressia, ma rientrare nella categoria di potenziali “vittime” di questa patologia. I vigoressici, invece, hanno il pallino della forma fisica: 300 mila maschi dai 12 ai 25 anni trascorrono anche 38 ore a settimana in palestra. A lanciare l’allarme è Laura Dalla Ragione, psichiatra ed esperta di disturbi del comportamento alimentare (ha fondato e dirige i Centri pubblici ASL 2 dell’Umbria “Palazzo Francisci” di Todi e “Centro DAI” di Città della Pieve, dedicati al trattamento dei disturbi del comportamento alimentare) che parla di «vera e propria epidemia sociale di cui si parla poco. Tra dieci anni, infatti, l’anoressia interesserà uomini e donne con le stesse percentuali, 50 per cento».

Ossessione per cibo e corpo
Ortoressia, quando mangiare sano diventa un’ossessione e fa ammalare. Ne soffrono 450 mila italiani, più colpiti gli uomini (50 mila tra i 25 e i 35 anni) delle donne e il disturbo è maggiormente diffuso nelle grandi città: secondo una recente ricerca al primo posto si colloca Milano (33 per cento), seguono Roma (27 per cento) e Torino (21 per cento). «Le persone con questo disturbo – ricorda Dalla Ragione – pianificano i pasti, dedicando ad esempio gran parte della domenica a cucinare per la settimana, calcolando le dosi di pranzo e cena, con il fine di evitare cibi ricchi di sale, zucchero o geneticamente modificati. Trascorrono molto tempo al supermercato, alla ricerca degli alimenti più salutari. Risultato? L’ortoressico sviluppa una vera e propria fobia per i cibi considerati “pericolosi” come gli OGM e questa ossessione porta ad una dieta molto restrittiva e all’isolamento sociale. Diventa intollerante con chiunque non la pensi come lui, da qui la sua autoesclusione da tutto e da tutti».

C’è poi chi usa la palestra come rifugio dove trascorrere intere giornate per aiutare il fisico a irrobustirsi. «Quella che potrebbe apparire come una banale ossessione per l’esercizio fisico è invece una patologia a tutti gli effetti – ricorda la psichiatra –  che porta coloro che ne soffrono, soprattutto giovani uomini, a isolarsi e a cadere in depressione. L’allenamento è continuo ed estenuante, rigorosissime le diete». Si tratta di malattie multifattoriali, «alla cui manifestazione concorrono la vulnerabilità psicologica, la predisposizione genetica, errati stili di vita ed eventi traumatici quali, per esempio, un problema in famiglia o una violenza subìta. L’uomo anoressico è un soggetto depresso, ipersensibile, con forti sensi di colpa e scarsa autostima, con l’ossessione per la prestanza fisica piuttosto che per la magrezza estrema».

Cosa fare
«Bisogna intervenire nel primo anno di storia della malattia per poter guarire, in molti casi completamente». Altrimenti, se non trattati in tempi e con metodi adeguati, tali disturbi possono diventare una condizione permanente e nei casi gravi portare alla morte.  Il modello di cura consigliato è multidisciplinare: gli interventi nutrizionali devono essere sostenuti da un approccio psicologico e psicoterapeutico individuale e familiare, perché anche la famiglia va aiutata ad aiutare. A tale proposito, è bene consultare sul sito
www.disturbialimentarionline.gov.it  la mappa del ministero della Salute con i centri specializzati o di rivolgersi al numero verde 800180969, operativo dal lunedì al venerdì (dalle 8 alle 20).

 

 

 

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