Anziani, in futuro a rischio l’assistenza domiciliare

Una ricerca dell'Auser esamina quali sono i problemi e le prospettive della terza età, in attesa di una legge sul caregiver familiare

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Chi si prenderà cura degli anziani di domani? A porsi questa domanda è l’Auser, associazione di volontariato impegnata nel favorire l’invecchiamento attivo degli anziani, nella sua ultima ricerca “Problemi e prospettiva della domiciliarità. Il diritto di invecchiare a casa propria”. L’associazione lancia l’allarme sulla crescita degli anziani bisognosi di cure spiegando come al tempo stesso diminuiscano i caregiver familiari (coloro che in una famiglia si prendono cura di un parente anziano, ammalato o disabile), specialmente le donne.
La ricerca analizza il cambiamento demografico del Paese e i vari servizi che vengono offerti agli anziani in Italia, andando a studiare il ruolo delle famiglie e proponendo soluzioni per risolvere i problemi evidenziati.

Più anziani meno assistenza
L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo.  Nel 2045, secondo le previsioni, le persone con più di 65 anni saranno il 33,7 percento della popolazione. Inoltre il numero totale degli abitanti diminuirà del 3,5 percento arrivando a 58 milioni e 600mila individui che si concentreranno soprattutto nei centri urbani (popolati al 78 percento). Essere anziani non vuol dire automaticamente non essere autosufficienti. Tuttavia, si prevede che nel 2045 il numero di persone con limitazioni funzionali passerà dai 2,5 milioni del 2016 a quasi 4 milioni. A fronte di questi dati bisogna considerare come le famiglie siano sempre meno in grado di svolgere i loro compiti di cura. Ad oggi sono soprattutto le donne a svolgere questo ruolo. In Italia, attualmente, il tasso d’occupazione femminile è pari al 48,1 percento, ma se ci si dovesse avvicinare al 61,5 percento della media europea, sarebbero sempre meno con una riduzione che potrebbe arrivare a circa 2,5 milioni.

Si vende la casa per curarsi
Come riporta una ricerca del Censis del 2015, sono oltre 561mila le famiglie costrette a utilizzare la maggior parte, se non tutti, i propri risparmi per prendersi cura di un familiare non autosufficiente. A volte anche vendendo la propria casa o arrivando a indebitarsi. «Le famiglie – si legge nella ricerca – impegnate nell’assistenza a un proprio caro sono esposte finanziariamente sia se l’assistenza è garantita direttamente sia se erogata da badanti o infermieri. Ad ogni persona non autosufficiente è associato un flusso di risorse in uscita».
Inoltre, nel suo ultimo rapporto sulla situazione sociale del Paese, il Censis stima in 9 miliardi di euro l’anno la retribuzione per badanti e infermiere e in 4,6 miliardi le spese per farmaci, analisi e visite mediche e il 51 percento delle famiglie che si occupa di un anziano non autosufficiente è in difficoltà con queste spese. Una situazione dovuta anche alla precarietà del lavoro che ha visto i redditi e i risparmi delle famiglie assottigliarsi sempre di più. Questa situazione si ripercuoterà anche nel futuro quando i giovani di oggi, per via delle attuali condizioni lavorative non potranno permettersi una pensione adeguata per far fronte alle spese e alle cure di cui potrebbero aver bisogno.

Le soluzioni proposte
Secondo l’Auser è essenziale un Piano nazionale per la domiciliarità, come rivendicato anche dai sindacati sin dal 2005 con una proposta di legge d’iniziativa popolare. La domiciliarità «va intesa come quell’insieme di misure, azioni, condizioni che consentono all’anziano di vivere più pienamente possibile il proprio ambiente di vita fatto della propria abitazione, ma anche dell’ambiente che lo circonda». Tra le altre soluzioni proposte, inoltre, c’è il riconoscimento del lavoro di cura familiare che sta diventando sempre più una vera e propria necessità sociale. A questo va affiancata la costruzione di una rete di servizi di prossimità e una miglior organizzazione dell’offerta di lavoro nel settore dell’assistenza domiciliare alla non autosufficienza.

Una legge sul caregiver
Nelle scorse settimane, l’11ª Commissione del Senato (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) ha iniziato l’esame di una serie di disegni di legge sul riconoscimento e la tutela del caregiver familiare. L’argomento era già stato discusso nella precedente legislatura, senza tuttavia giungere a una conclusione. In attesa che l’esame dei provvedimenti possa portare a un testo di legge, conclude l’Auser, «i primi segni di cambiamento, seppur inadeguati, sono contenuti nell’articolo della Legge di stabilità 2018 che introduce nel nostro Paese il “Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”. L’iniziativa, pur significativa in quanto per la prima volta segna l’emergere di una attenzione nuova verso un problema ad oggi ignorato, è comunque un primo timido passo in un cammino decisamente lungo verso il riconoscimento di diritti fondamentali per i caregiver».

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