Arezzo, è qui l’azienda italiana leader nella vendita di volatili esotici

L’allevamento Poggio di Ponte di Ponte alla Chiassa primeggia sia in ambito nazionale sia europeo nella compravendita di volatili ornamentali provenienti da tutto il mondo

Arezzo

Con le loro piume colorate e le loro forme insolite, unite a un incedere elegante, gli uccelli ornamentali sono una passione che può portare a staccare assegni con diversi zeri per l’acquisto di un esemplare raro ed esotico. Lo sanno bene i collezionisti ed i gestori degli agriturismo che in Italia sono in testa alla classifica dei clienti pronti a sborsare cifre consistenti per comprare, ad esempio, un’anatra mandarina della Cina, un’alzavola castana dell’Australia o una paradisea della Nuova Zelanda.

A far incontrare nel nostro paese domanda ed offerta in questo curioso e particolare comparto ci pensa un’azienda della provincia di Arezzo: l’allevamento Poggio di Ponte di Ponte alla Chiassa, leader sia in ambito nazionale sia europeo nella compravendita di volatili ornamentali provenienti da tutto il mondo.

Il business di oche, anatre, colombi e trampolieri
Nei giardini e nelle gabbie dell’allevamento Poggio di Ponte si trovano uccelli ornamentali da tutto il mondo il cui costo può tranquillamente superare, per le specie più rare e pregiate, i 1.500 euro a esemplare. Si tratta soprattutto di oche, anatre, colombi e trampolieri richiesti in primis dalle aziende agrituristiche che li acquistano per abbellire i giardini delle strutture ricettive, ma anche dai collezionisti che amano ammirare questi volatili dal piumaggio multicolore e dall’aspetto esotico. A raccontarci la storia di Poggio di Ponte, la più grande struttura del genere in Italia e punto di riferimento europeo per il settore, è il suo fondatore Giacomo Cianchi. «Il nostro paese rappresenta il mercato più importante, in particolare l’area del sud Italia, da Roma in giù – spiega il titolare dell’azienda -. Noi consegniamo i nostri animali con un mezzo omologato al trasporto di animali vivi, prendendocene cura personalmente prima di cederli all’acquirente. Siamo soliti fare soste ogni due ore per il benessere degli animali fornendo acqua e cibo e controllando la temperatura all’interno del nostro mezzo, per far sì che sia tutto perfetto».

Singolari sono le destinazioni di spedizione all’estero: dove finiscono gli uccelli di Poggio di Ponte al di fuori dell’Italia? «Ho venduto un po’ in tutta Europa, soprattutto Francia, Spagna e Malta – aggiunge Giacomo Cianchi -. Ma le richieste dall’estero ci sono anche nei posti più lontani come i paesi Arabi; il problema è il trasporto aereo che è molto costoso e incide molto sul prezzo finale dell’animale».

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Le specie più ricercate e costose
Nei giardini e nelle gabbie dell’allevamento Poggio di Ponte si trovano uccelli bellissimi e anche costosi originari non solo dell’Asia o dell’Oceania, ma anche del nostro paese. E pur non essendo propriamente esotici il loro valore si mantiene sempre elevato, considerata la loro rarità. «Le specie più richieste sono le più colorate, ovvero anatra sposa e anatra mandarina. Colpiscono molto per i colori davvero bellissimi, e sono specie da ornamento ideali per agriturismi e case vacanze – precisa Cianchi -. Molto richiesti sono anche gli animali domestici che richiamano la cultura contadina come le oche romagnole e le oche di Tolosa che popolavano le aie dei nostri nonni un tempo».

Quanto all’organizzazione e alla cura dei volatili nulla è lasciato al caso, perché un uccello in cattive condizioni di salute sarebbe un pessimo biglietto da visita per un ipotetico acquirente. «Ci distinguiamo dagli altri per la perfezione dei nostri animali, dovuta alla particolare attenzione che diamo a partire dall’alimentazione fino alla pulizia giornaliera dell’acqua e delle voliere – conclude Giacomo Cianchi -. L’animale più costoso del mio allevamento è l’anatra dalle orecchie rosa si parla di 1500 euro a coppia. Poi il prezzo della coppia dipende dalla disponibilità dell’animale, che sale in base alla difficoltà nella riproduzione, ovvero esemplari che fanno pochi piccoli sono molto ricercati perché nel mercato ce ne saranno ovviamente pochi».

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