Armi sportive: cambiano le norme per acquisto, detenzione e utilizzo

Il punto sulle novità della "Direttiva europea armi" e sul mercato di fucili e pistole (non per uso bellico) di Assoarmieri, Associazione italiana per il commercio di armi da fuoco e munizioni

Armi per uso sportivo o per la caccia, cambio di regole: con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge “Direttiva europea armi”, introdotta dal Decreto legislativo del Governo n. 104 del 10 agosto, mutano alcune norme che regolamentavano il possesso e l’impiego di armi da fuoco non militari. Il provvedimento, adottato per armonizzare il codice italiano in materia con quello del resto dell’Europa, andrà ad impattare su un settore nel quale il nostro Paese è leader a livello internazionale per export di fucili e pistole.

Le principali trasformazioni apportate al testo normativo

Porto d’armi: riduzione della validità temporale delle licenze di caccia e di tiro sportivo da 6 a 5 anni;

Tracciabilità dell’arma: creazione di un archivio informatico in cui trascrivere le caratteristiche delle armi in circolazione;

Numero di armi sportive in casa: il numero massimo di armi sportive che si possono detenere in casa aumenta da 6 a 12;

Certificato sanitario per il porto d’armi: la richiesta può essere avanzata agli Uffici medico legali, ai Distretti Asl, alle strutture mediche militari o della Polizia di Stato;

Armi da collezione: si potranno portare al poligono armi da collezione due volte l’anno, a distanza non inferiore ai 6 mesi, per sparare fino ad un massimo di 62 colpi;

Aggiornamento e allenamento: non è previsto l’obbligo di partecipare a competizioni sportive oppure ad un numero minimo di tiri annuali;

Comunicazioni alla Questura per trasporto e trasferimento armi: gli operatori professionali nella vendita dovranno trasmettere una comunicazione di trasporto o trasferimento dell’arma, con un preavviso di almeno 48 ore, alla Questura, anche a mezzo Pec. Una copia del preavviso deve essere sempre allegata all’arma trasportata;

Comunicazioni preventive per l’acquisto di un’arma: chi intenda acquistare un fucile o una pistola, dovrà fornire un’autocertificazione che attesti di aver avvisato le persone con cui convive della decisione di detenere un’arma;

Armi sportive e da caccia, eccellenza del Made in Italy
Tra i primi autorevoli soggetti che hanno commentato la nuova direttiva c’è l’Assoarmieri (Associazione nazionale dei commercianti, intermediari e appassionati di armi comuni da sparo), fondata nel 1947 e i cui associati coprono il 90 per cento del mercato nazionale. Al vicepresidente dell’associazione, Ermanno Adinolfi, abbiamo chiesto di illustrare il suo punto di vista sul decreto, insieme ad una panoramica sul settore armi.

«Dobbiamo innanzi tutto ribadire che in questi numeri non rientrano le armi militari, ma esclusivamente armi sportive, venatorie e da difesa. L’impatto economico totale del settore si aggira su 7,9 miliardi di Euro, vale a dire lo 0,51 per cento del Pil. Le imprese produttrici di tali armi sono 110, mentre i produttori delle cartucce e componenti sono circa 125; il valore di produzione ad uso sportivo e venatorio è pari al 90 per cento esportato nel modo, di cui il 40 per cento circa viene importato dagli Stati Uniti. La maggior parte di queste . di armi e munizioni è ubicata in provincia di Brescia».

Quali sono le caratteristiche di successo delle armi sportive italiane?
«L’Italia è il primo produttore europeo di armi sportive e venatorie, coprendo il 60 per cento dell’intera offerta comunitaria. La tradizione, la capacità, l’avanguardia tecnologica e le competenze artistico-artigianali costituiscono il differenziale positivo che le nostre imprese possono vantare».

Parliamo dei perché del successo delle armi sportive italiane, della nuova normativa e del mercato interno.
«Il mercato nazionale registra un incremento delle vendite di pistole rispetto al settore venatorio, penalizzato dalle polemiche sugli incidenti di caccia. Quanto al recente Decreto legislativo, sebbene abbia portato alcuni benefici agli armieri, questi vantaggi non hanno al momento movimentato il mercato».

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