Arriva il primo sciame di satelliti con Intelligenza Artificiale  

(di Andreana d’Aquino)- E’ in arrivo il primo sciame di mini satelliti con sistemi di Intelligenza Artificiale a bordo. E’ “già pronto” e sarà lanciato dall’Esa “appena il Vega potrà ripartire” ha annunciato il Direttore Generale dell’Esa, Jan Woerner, che ha assistito all’inaugurazione in Italia della “Phiweek 2019” promossa dall’Agenzia Spaziale Europea. L’evento è in svolgimento, nel nostro Paese, nel centro Esrin di Frascati guidato dal capo del Direttorato Esa dell’Osservazione della Terra, Josef Aschbacher.
 

Woerner ha spiegato che questi mini satelliti con Intelligenza Artificiale – più di 40 e battezzati Phisat dalla lettera greca Phi – serviranno a “raccogliere e combinare dati diversi fra loro” consentendo così di “acquisire una mole importante di Big Data che -ha chiarito il numero uno dell’Esa- non significa avere ‘tanti e tanti dati’ ma ‘molti dati differenti’ di un unico ‘soggetto’ per combinarli fra loro ampliando così le nostre conoscenze”. Cosa siano e cosa producano i Big Data, “nella mia personale idea -ha infatti osservato Woerner- è che, ad esempio, si possa comprendere meglio i cambiamenti climatici combinando fra loro dati e informazioni sul livello dei mari, sul buco dell’ozono e sulla temperatura”. Il Dg dell’Esa ha quindi evidenziato che “l’Intelligenza Artificiale ed i Big Data saranno le password delle tecnologie del futuro”.
 

Proprio la Phiweek dell’Esa sta mostrando come l’Intelligenza Artificiale, i Big Data, insieme alla Blockchain, alla Realtà Aumentata e Virtuale ed a tutto il settore dell’Ict, stiano cambiando e coniugando il futuro dell’Osservazione della Terra e dello spazio. Tanto che, fra nuovi servizi e analisi dei dati prodotti dai statelliti in orbita, vola il “settore dell’Osservazione della Terra che cresce del 12% l’anno in Europa e del 6% a livello globale” come ha riferito Aschbacher. A creare nuove opportunità è “il maxi programma Esa ‘Copernicus’ grazie all’immensa mole di dati che produce” ha spiegato il responsabile del Direttorato Esa dell’Osservazione della Terra.  

Aschbacher ha sottolineato che “la crescita del 12% l’anno” del settore spaziale di Osservazione della Terra, “è un dato notevole” dal punto di vista economico “perché può crea
re nuove opportunità per le industrie europee, e quindi anche italiane”. Il settore, ha chiarito Aschbacher, “ha raggiunto questo record di sviluppo grazie alle collaborazioni che ha messo in atto fra Esa e Commissione Europea -attraverso il programma Copernicus- insieme ad altre organizzazioni europee come Eumetsat, o con programmi nazionali l’italiano Cosmo SkyMed”. C
on il programma Copernicus “abbiamo in Europa il miglior sistema satellitare al mondo” per osservare e studiare il nostro pianeta e che “nemmeno gli Usa ne hanno uno simile. La sfida che vedo – ha proseguito Aschbacher- è collegare adesso i dati di Copernicus ad un sistema a Terra di diffusione e gestione dei dati per disseminare le conoscenze”.  

Non è un caso, insomma, che l’Osservazione della Terra sia al centro della “Phiweek”, l’evento internazionale dell’Esa ricco di seminari, tavole rotonde, un ‘bootcamp’ di avvio, oltre ad eventi laterali e ‘hackathons’. L’Agenzia Spaziale Europea che ha ‘preso in prestito’ il termine Phi dal mondo della fisica perché si richiama alla lettera greca utilizzata dai fisici come simbolo dell’evoluzione su cui la settimana delle innovazioni voluta dall’Esa ha acceso un faro per spingere ancora più avanti la scienza e la space economy europea.  

(Fonte: Adnkronos)

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