Arriva in Italia la prima agenzia immobiliare 4.0  

di Andrena d’Aquino  

Intelligenza artificiale, analisi dei dati, realtà virtuale. Ma anche nuove policy sulle commissioni e sulla trasparenza dei processi. Si annuncia così Dove.it, la prima agenzia immobiliare italiana interamente 4.0. L’agenzia ad alta tecnologia si annuncia sul mercato italiano promettendo un cambio di passo a livello nazionale come quello impresso, tra le altre, dall’inglese Purple Bricks a Londra o dall’austriaca McMakler a Salisburgo. E all’Adnkronos il founder Paolo Facchetti anticipa: “Abbiamo appena raccolto 2 milioni di finanziamenti da parte di angel e private investor che stanno già credendo nella nostra visione”.  

Appena rientrato da Londra, Facchetti, 30 anni, esperienza nel mondo del marketing, racconta che il progetto è attivo da “dicembre scorso a Milano ma oggi vogliamo presentarci ufficialmente forti del nuovo finanziamento raccolto da Dove.it”. Fondi che stanno facendo allargare il perimetro della prima agenzia immobiliare 4.0 made in Italy. In soli tre mesi, “si sta espandendo a Monza, Bologna, punta ad aprire sedi a Genova e Torino e presto ci sarà anche un ufficio a Roma” riferisce Facchetti.  

Con Paolo, hanno iniziato l’avventura 15 giovanissimi tra i 30 ed i 35 anni, tra cui un pool di sviluppatori, sei ingegneri di software capaci di garantire la più realistica valutazione di un immobile attraverso l’analisi dei Big Data territoriali. “E’ un fattore che alza il livello di trasparenza in un processo di compravendita di un immobile” sottolinea Facchetti. E sarà che le economie digitali corrono in fretta, anche il loro livello di occupazione in pochi mesi è già schizzato di oltre il 60%. “Ormai siamo già quasi 25 persone” dice Facchetti che dà il merito “alle nuove tecnologie che semplificano i processi” e “alla nuova policy: niente commissioni per chi vende l’immobile, il 2,49% per chi compra, piena trasparenza con certificazioni giuridiche e urbanistiche di notai e esperti”.  

Top secret gli investitori

ma Paolo vuole rilevare le “competenze di agenti immobiliari e le tecnologia più avanzate” a bordo della startup. “Un mix strategico” per correre sul mercato. Molto attento lo studio che c’è dietro il pool della giovane azienda. “L’idea è nata mentre ero a Londra ed è maturata con la persona diventata il primo investitore. Abbiamo studiato il mercato immobiliare italiano e abbiamo trovato un varco aperto da sfruttare” sottolinea Facchetti.  

 

 

Stando ai dati Istat, infatti, l’80% degli italiani vive in una casa di proprietà, anche i numeri citati da Eurostat parlano del 72,3% di appartamenti di proprietà nel nostro Paese e del 27,7% di immobili in affitto. Puntando il riflettore sugli scambi immobiliari, il report dell’Agenzia delle Entrate del 2018 segna a Milano e Roma 45mila transazioni, Torino 28.692, Genova 10.238, Bologna 12.000. Al Sud, Napoli conta 18.000 scambi e l’intera Campania 33.000, Palermo è indietro a 8.732 e l’intera Sicilia a 34.234 scambi.  

“Questi dati sono importanti ma il mercato immobiliare italiano è ancora statico, a volte opaco e in alcuni casi gravato da provvigioni non giustificate da un riscontro reale. Quindi noi vogliamo incidere cambiando fotografia” è l’auspicio del giovane manager. Che sta studiando la giusta angolatura portando a casa i primi risultati di crescita. “Stiamo raccogliendo 1-2 mandati al giorno, oltre 50 mandati totali di vendita di immobili di fascia medio-alta in tre mesi circa, per un valore complessivo di più di 25 milioni di euro. E abbiamo finalizzato anche le prime vendite”. Insomma, “sono i primi passi” scandisce Paolo tra un algoritmo e l’altro.  

CONFEDILIZIA- “Il contributo delle nuove tecnologie digitali è importante” per il mercato immobiliare italiano. Non nasconde il proprio consenso il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, che commenta così, intervistato dall’Adnkronos, l’annuncio della nascita di Dove.it, la prima agenzia immobiliare italiana 4.0. “In Italia abbiamo 75 milioni di unità immobiliari e se il mercato non è ostacolato produce occupazione e Pil”, scandisce Spaziani Testa. “Le tecnologie digitali -osserva- sono utilissime” come “dimostrano le grandi piattaforme che hanno messo a disposizione gli affitti brevi o forme di condivisione o di scambio casa come avviene all’estero”. Il digitale, inoltre, osserva il numero uno di Confedilizia, “garantisce trasparenza” anche se rimane intatta “l’importanza della mediazione del professionista” sul territorio. E se Dove.it ha registrato una crescita di occupazione di oltre il 60% in pochi mesi, Spaziani Testa coglie il dato per ribadire che “è l’ennesima prova di come il settore immobiliare possa produrre economia e punti di Pil se non ostacolato”. “In Italia si contano 75 milioni di unità immobiliari, è un p
atrimonio talmente immenso che se si facilita il mercato

, rilanciando gli scambi di case o gli affitti brevi o le compravendite, tutto questo settore dell’economia nazionale schizzerebbe verso l’alto”, sottolinea infine il presidente della storica organizzazione dei proprietari di casa.  

(Fonte: Adnkronos)