Arte: il ‘Narciso’ torna a Palazzo Farnese e suggella serenità Italia-Francia  

Il ‘Narciso’ del Domenichino torna a Palazzo Farnese dopo un lungo restauro e suggella il ritrovato clima di serenità tra Italia e Francia dopo il momento di grande fermento tra i due Paesi. Il restauro del dipinto, durato due anni, è frutto dell’accordo con l’Ambasciata di Francia e la soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, ed è anche l’occasione di un incontro sui rapporti tra restauro, ricerca e musei in Francia e in Italia, che l’ambasciatore francese Christian Masset ospita oggi alle 18,30 a Palazzo Farnese. Il tema sarà affrontato da Luigi Ficacci, direttore dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, e da Annick Lemoine, direttrice del Musée Cognacq-Jay a Parigi. 

Durante il loro incontro a Milano, lo scorso febbraio, i ministri Franck Riester e Alberto Bonisoli hanno confermato quanto la cultura funge di punto d’unione e di forza di sviluppo, anche tra Francia e Italia, due ‘superpotenze culturali’. Il patrimonio è peraltro una sfida importante sia per la Francia sia per l’Italia: la Francia è il quarto paese in numero di siti classificati al patrimonio mondiale dell’Unesco e l’Italia il primo. La Francia è al primo posto e l’Italia al quinto delle mete più frequentate dai turisti internazionali. I due paesi hanno così sviluppato spiccate competenze di conservazione, restauro, valorizzazione e mediazione del patrimonio.  

Quanto al ‘Narciso’, si tratta di uno dei tre affreschi che decoravano le volte della loggia del cosiddetto Casino della morte per la sua vicinanza con la chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte. Sono i primi lavori indipendenti di Domenico Zampieri detto il Domenichino, che gli furono assegnati da Annibale Carracci al quale Odoardo Farnese aveva commissionato la decorazione del casino del giardino dietro il Palazzo, tra il fiume e via Giulia, sulla proprietà Farnese.  

Gli affreschi eseguiti dal pittore bolognese tra il 1603 e il 1604 e riguardano tre personaggi della mitologia greca, la cui morte violenta prelude ad una metamorfosi vegetale e alla nascita di un nuovo fiore. La Morte di Adone era raffigurata sulla volta del portico che si affacciava sui giardini verso il fiume, Apollo e Giacinto sulla volta della sala sulla destra mentre Narciso, dipinto per ultimo verso la fine del 1603, decorava la volta della sala sulla sinistra. 

I dipinti murali furono staccati prima del 1826 dal restauratore Pietro Palmaroli e sono attualmente collocati nel Salone delle Firme di Palazzo Farnese. Secondo alcuni studiosi nella scelta di questi tre miti si troverebbe un riferimento al committente, Odoardo Farnese, il cui stemma creato da Fulvio Orsini, recava tre gigli purpurei per richiamare il giglio bianco emblema della famiglia Farnese e per ricordare l’elevazione al cardinalato di Odoardo. Quindi, nel casino di Palazzo Farnese la presenza di una decorazione a soggetto mitologico era certamente sintomo di una cultura di tipo umanistico e occasione di celebrazione del committente. 

Il dipinto murale staccato, con Narciso che si riflette nell’acqua, è stato preso in carico dall’ISCR nell’ambito dell’attività didattica della Scuola di Alta Formazione 2016-2017, in accordo con la soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma e con l’Ambasciata di Francia, per essere restaurato prima di essere riportato a Palazzo Farnese. 

(Fonte: Adnkronos)