Asili nido, un posto per ogni bambino in Italia

La proposta è stata presentata in conferenza a Montecitorio e mira al superamento della richiesta Ue del 33 percento di iscrizioni

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Un posto all’asilo nido per ogni bambino del Paese. È questa la proposta di Paolo Siani, deputato del Partito democratico e pediatra, oggetto di una petizione pubblicata sul sito change.org. L’iniziativa denominata “Quota 100 per gli asili, un posto al nido per tutti i bambini” nasce vista la situazione degli asili nido nel nostro Paese, frequentati da pochissimi alunni. È stata presentata durante una conferenza a Montecitorio a cui hanno partecipato anche Vito De Filippo, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria e Mila Spicola, responsabile per il Partito democratico del contrasto alla povertà educativa. Quest’ultima ha ricordato l’importanza dell’asilo in particolare nei primi 1000 giorni di vita del bambino: «È una battaglia fondamentale da qualunque ambito la si esamini. Dal punto di vista economico, sociale, della ricerca educativa, sono noti i benefici della frequenza nei primi mille giorni di vita di un asilo nido. Per il bambino è la premessa più importante per una crescita sana».

L’obiettivo europeo del 33 percento
Come spiega lo stesso Siani «l’Europa ci chiede che almeno il 33 percento dei bambini da 0 a 3 anni siano iscritti all’asilo nido. Noi vogliamo che sia il 100 percento». È con questo obiettivo che si sviluppa la proposta contenuta nella petizione, che ha già ricevuto l’appoggio dell’ex-segretario Dem, Maurizio Martina, che su Twitter scrive: «Mentre il governo toglie il bonus bebè per le famiglie, noi proponiamo un posto al nido per ogni bambino. Occupiamoci del futuro del Paese fianco a fianco».
«Questa proposta è una cosa di cui noi pediatri parliamo da molti anni – spiega Siani a Momento Italia – e si diffonderà attraverso le nostre voci, i social, tutti i nostri contatti che abbiamo con le nostre associazioni in tutto il territorio nazionale. Sappiamo che è una battaglia lunga e ci vorranno mesi e anni perché questa cosa possa trovare radici profonde. Bisogna convincere chi governa che investire sull’asilo nido è molto più produttivo di tante altre azioni che si fanno».

Gli asili nido in Italia
I dati sulle strutture per i bambini da 0 a 3 anni, nel nostro Paese, non sono confortanti. Secondo i dati presentati durante la conferenza stampa sono 13262 i servizi socioeducativi dedicati alla prima infanzia, di cui la maggioranza, pari al 64 percento, privati e solo il 36 percento pubblici. Come spiega il testo della petizione, negli ultimi anni gli utenti delle strutture pubbliche hanno raggiunto quasi il 14 percento, ma se al nord si supera anche il 25 percento «il Sud – spiega Siani – è sotto il 10 percento ovunque con punte basse del 2-3 percento come, per esempio, in Calabria e 10 percento in Campania». Raggiunto l’obiettivo della proposta, ossia un asilo per ogni bambino, servirà avere anche delle strutture di qualità. I nidi non devono essere dei parcheggi, ricorda Siani, ma un luogo dove un bambino comincia anche le sue attività cognitive. Inoltre, le esigenze delle famiglie sono diverse rispetto a quelle di 30 anni fa ed oggi le strutture devono riuscire a venire incontro alle esigenze di genitori che hanno entrambi un lavoro a volte con fasce orarie non consone per cui c’è bisogno «che l’asilo nido si adatti alle esigenze di ogni famiglia».

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Paolo Siani, Partito democratico

Il commento sulle proposte del governo per l’infanzia
Nonostante questa situazione nella legge di bilancio non si trovano misure a sostegno della famiglia o dell’infanzia, ma si promette un terreno da coltivare a chi in attesa del terzo figlio. Su questo punto Siani commenta: «Non so che cosa se ne faccia un bambino che nasce nel centro di Napoli di un pezzo di terra. Mi sembra una cosa poco produttiva e poco utile. Quindi vogliamo richiamare il governo che è ancora in tempo per riprendere in mano la situazione e aggiustare il tiro e fare cose utili alle persone, ma per fare questo c’è bisogno che la gente chieda questo. Dobbiamo far conoscere alla popolazione che investire sugli asili nido è per loro stessi molto importante e quindi chiederlo a chi ci governa».

Questione sicurezza
Infine, sulla proposta di installare telecamere nei nidi per controllare che non ci siano episodi di violenza, come avvenuto recentemente in alcune strutture, Siani confessa di essere dubbioso. La telecamera, spiega il deputato, può essere un deterrente «ma il problema è qualificare le maestre. Se una maestra, o chi sia, ha su un bambino un atto di violenza non è una persona equilibrata perlomeno e quindi bisogna qualificarle, controllarle, verificarle. La telecamera è solo un mettersi a posto con la coscienza sperando non si verifichino più atti di violenza sui bambini».

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