Assegno sociale, chi ne ha diritto e come richiederlo

Aumenta il limite d'età per richiedere la prestazione dell'Inps rivolta a tutti coloro che, raggiunti i requisiti della pensione, non hanno versato i contributi previdenziali o lo hanno fatto in maniera insufficiente per avere diritto alla pensione minima

Dal primo gennaio 2019 è salito a 67 anni compiuti il requisito anagrafico per il riconoscimento del diritto all’assegno sociale. Il precedente limite d’età dei 66 anni e 7 mesi, in vigore fino al 31 dicembre 2018, è stato ulteriormente incrementato di 5 mesi per l’adeguamento alla speranza di vita.

L’assegno sociale è una prestazione pagata dall’Inps a tutti coloro che, raggiunti i requisiti della pensione, non hanno versato i contributi previdenziali o lo hanno fatto in maniera insufficiente per avere diritto alla pensione minima. È riconosciuto a tutti i cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo e a coloro che hanno la residenza in Italia stabile e continuativa da almeno 10 anni che hanno un reddito al di sotto delle soglie stabilite annualmente dalla legge.

Non prevede trattenute Irpef e viene concesso sempre in via provvisoria e cioè fino a quando l’istituto non verifica annualmente il possesso dei requisiti reddituali e l’effettiva residenza del cittadino richiedente. Inoltre, l’importo dell’assegno sociale, a prescindere da quanti contributi si sono versati, è soggetto alla rivalutazione annuale Istat sulle pensioni minime e assegni sociali. Un’altra caratteristica è che, a differenza di altri tipi di pensioni, non è reversibile a favore degli eredi in caso di decesso del titolare, si perde lasciando per sempre l’Italia o si sospende in caso di soggiorno all’estero superiore ai 30 giorni.

Requisiti
Il diritto alla prestazione è accertato in base al reddito personale per i cittadini non coniugati e in base al cumulo del reddito del coniuge per i cittadini coniugati. Si considerano i redditi assoggettabili all’Irpef e quelli esenti da imposta, quelli derivati da vincite e premi erogati dallo Stato o da aziende pubbliche e private, redditi da terreni e fabbricati, da pensioni di guerra, di invalidità ed estere, rendite vitalizie Inail e assegni di mantenimento. Sono esclusi dal calcolo, invece, Tfr, casa di abitazione, arretrati soggetti a tassazione separata e da lavoro dipendente all’estero, assegno di accompagnamento per invalidità e vitalizio erogato agli ex combattenti.

L’importo dell’assegno è pari a 458 euro per 13 mensilità. Per il 2019 il limite di reddito è pari a 5.954 euro annui e 11.908 euro, se il soggetto è coniugato.

Hanno diritto all’assegno in misura intera i richiedenti non coniugati che non possiedono alcun reddito e i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare inferiore al totale annuo dell’assegno; mentre hanno diritto all’assegno in misura ridotta i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno e i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare compreso tra l’ammontare annuo dell’assegno e il doppio dell’importo annuo dell’assegno. Perciò se il cittadino richiedente possiede un reddito superiore alle soglie previste non gli viene riconosciuto il diritto o, se nel corso dell’anno supera le soglie, gli viene tolto dato che l’erogazione è provvisoria e comunque subordinata ai requisiti richiesti.

Il modulo di domanda può essere presentato il giorno dopo il compimento dei 67 anni attraverso i servizi telematici dell’Inps o rivolgendosi a Caf e Patronati e allegando tutti i documenti necessari.

Invalidità civile
L’innalzamento del requisito anagrafico si applica anche all’assegno sociale sostitutivo di alcune prestazioni riconosciute agli invalidi civili. La pensione di inabilità civile, l’assegno mensile di assistenza agli invalidi civili parziali e la pensione non reversibile ai sordi civili sono sostituite dall’assegno sociale dal mese successivo al compimento dell’età per il diritto a questa prestazione. Fino al 31 dicembre 2018 il passaggio tra le due prestazioni avveniva al compimento dei 66 anni e 7 mesi. Da quest’anno gli assegni e le pensioni erogati agli invalidi e ai sordi civili si trasformano a decorrere dal primo giorno del mese successivo al compimento del nuovo limite d’età fissato per il diritto all’assegno sociale, 67 anni appunto.

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