Aumento Iva, alberghatori e ristoratori dicono no: «Danno all’economia»

Federalberghi e Fipe: «Le imprese del settore turismo attraversano già una fase di difficoltà, determinata da un insieme di concause»

aumento iva

Il potenziale aumento Iva, nonostante la smentita del premier Giuseppe Conte, ha fatto tremare il settore turismo in Italia. Albergatori e ristoratori si sono uniti per dire no a una misura che potrebbe affossare un intero comparto. «L’aumento dell’Iva sulle imprese alberghiere e della ristorazione costituirebbe una iattura, con conseguenze gravi su un settore che conta più di un milione di occupati e che ha un impatto economico complessivo di oltre 120 miliardi di euro. Proseguendo su questa strada si finirebbe per fare un danno all’economia dell’intero Paese», dicono Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, e Lino Stoppani, presidente di Fipe.  

Già in crisi
Il turismo, in generale, non se la passa bene. C’è già aria di crisi a prescindere dall’aumento Iva o meno: «Le imprese del settore turismo attraversano una fase di difficoltà, determinata da un insieme di concause, tra cui spiccano il calo della domanda tedesca (nostro principale mercato estero), la stagnazione della domanda italiana (che costituisce il nostro principale mercato), il fallimento del secondo tour operator europeo (che ha lasciato due miliardi di euro di debiti), il dilagare degli abusivi e della concorrenza sleale e la riapertura di alcuni mercati della sponda sud del Mediterraneo (in primis Egitto, Turchia e Tunisia)», affermano i due presidenti.

Tradimento
«
Un aumento delle imposte, oltre a costituire un clamoroso tradimento delle promesse solenni pronunciate pochi giorni orsono dal governo nato per scongiurare l’aumento delle aliquote Iva, si tradurrebbe in un grave colpo alla competitività del sistema di offerta turistica italiana, a tutto vantaggio dei Paesi concorrenti».

«Ci auguriamo quindi che le indiscrezioni circolate in queste ore vengano definitivamente ed ufficialmente smentite e che la manovra di bilancio, oltre a sterilizzare le clausole Iva, contenga misure concrete per accompagnare lo sviluppo di un settore cruciale dell’economia».

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