Auto blu, scoppia la polemica: «Siano destinate alle forze dell’ordine»

Si alza il polverone sui bandi Consip, dalla politica ai sindacati

manovra

Non si placa la polemica sull’acquisto delle auto blu da parte di Palazzo Chigi. Il giorno dopo l’articolo del Messaggero che ha rivelato l’intenzione del governo di spendere 168 milioni di euro per comprare 7900 auto grigie (120 milioni di spesa) e 380 auto blu (48 milioni) sottolineando come i bandi Consip (la centrale acquisti dello Stato) dovrebbero essere già stati pubblicati e il conseguente annuncio del vicepremier Luigi Di Maio di voler avviare «un’indagine interna», oggi montano le reazioni.

Politica e sindacati
La gara per le auto blu? «Se è una cosa reale è davvero grave, una cosa da sbugiardare, un controsenso per chi ha fatto una battaglia morale come Di Maio sul taglio dei privilegi». Ha detto all’AdnKronos Clemente Mastella, attuale sindaco di Benevento  ed ex ministro della Giustizia. «Se poi Di Maio non ne sapeva veramente nulla, come ha dichiarato – aggiunge Mastella – è pure peggio, vuol dire che non ha controllo sulle attività di governo». «Non è la prima volta che assistiamo a questi capitomboli da parte di chi si è fatto paladino di questo tipo di battaglie», ha concluso il primo cittadino.

«Come ha fatto Di Maio a farsi comprare 8250 auto blu sotto il naso senza accorgersi di nulla? E come fa ora a dire che bloccherà gli appalti, visto che i bandi sono regolarmente partiti a fine 2018 e annullarli è praticamente impossibile? L’annunciata inchiesta interna per scoprire la solita manina, dunque, è solo fumo negli occhi per nascondere l’incapacità di chi ha inveito per anni contro la famigerata casta e ora sta finendo inesorabilmente sotto le macerie della propria demagogia», dice Anna Maria Bernini, presidente di Forza Italia al Senato. «La vergogna – prosegue – è che di queste ottomila auto solo 1500 siano destinate alle forze dell’ordine. Di Maio dunque la smetta di fare il furbo: l’inchiesta la faccia sulla sua inadeguatezza e semmai provi a modificare i bandi destinando tutte le nuove auto alle forze dell’ordine».

E sempre all’Adnkronos  Franco Maccari, vicepresidente della Fsp, Federazione sindacati di Polizia, ha sottolineato: «Non mi preoccupa il bando. Anzi, forse è l’unica cosa seria perché è trasparente. Il problema non è l’acquisto, ma l’impiego. Non mi preoccupa l’acquisto di macchine, mi preoccupano le centinaia di auto con centinaia di uomini che servono al “vassallaggio”». «Alcune polemiche sono strumentali – osserva Maccari – le scorte ci sono, alcune sono assolutamente necessarie». «Piaccia o no per essere seri bisogna impegnare uomini e mezzi», prosegue il vicepresidente della Fsp secondo il quale bisogna «eliminare il “sottobosco” delle scorte, non le scorte». «Per “sottobosco” – conclude – intendo quella pletora di scorte che vengono chiamate così, ma nella realtà si tratta di un “servizio di autista”: che senso ha fare scorta, vigilanza con una persona sola? In quel caso si tratta di una sorta di “vassallaggio” che va eliminato».

Di «necessità evidente» di rinnovare il parco auto parla Stefano Paoloni, segretario generale del Sap, sindacato autonomo di polizia. «Negli ultimi dieci anni ci sono stati tagli importanti al Dipartimento e le carenze di mezzi vanno assolutamente compensate», denuncia all’Adnkronos Paoloni. «Avere auto e dotazioni efficienti consente anche una razionalizzazione del personale rendendo il servizio di per sé più sicuro – continua Paoloni – A volte siamo costretti al trasferimento di auto attrezzate per garantire adeguata sicurezza alle persone che hanno la necessità di una tutela». Ad esempio, spiega Paoloni, in caso di un grande evento può accadere che da Roma molte auto blindate debbano essere trasferite: «con costi di trasferimento non indifferenti», conclude il segretario generale del Sap.

E sulla polemica fa eco Felice Romano, segretario generale del Siulp. Le auto «destinate alle forze dell’ordine sono pochissime rispetto al numero complessivo. Ciò che amareggia è che per dare più incisività al controllo del territorio c’era stato l’impegno a stanziare fondi per attribuire un’indennità specifica. Indennità che non viene data perché ci viene detto che non ci sono fondi, mentre 168 milioni di euro vengono spesi per queste auto», è quanto afferma Romano all’Adnkronos. Secondo il segretario bisognerebbe «investire sulle risorse umane e la retribuzione dei poliziotti che stanno ancora pagando il blocco del tetto salariale e della contrattazione. Noi abbiamo chiesto al governo, e lo abbiamo anche diffidato, ad aprire la coda contrattuale del contratto firmato l’anno scorso per stabilire come incentivare chi fa servizio sul territorio a rafforzare la sicurezza. Ad oggi non siamo stati convocati, una delle ragioni, ci dicono, è che non ci sono soldi». Se questi 168 milioni di euro fossero stati investiti sui poliziotti invece che sulle auto «ci avrebbero guadagnato tutti, cittadini per primi», conclude il segretario generale del Siulp.