Auto diesel, non sono tutte al bando: dipende dalla classe ambientale

E' vero che alcune case di produzione hanno corretto il tiro puntando sulle ibride (vedi Toyota), ma va detto anche che una Euro 6, oggi come oggi, è ancora un acquisto a lunga scadenza...

auto diesel

La battaglia al diesel non si arresta. Anzi, siamo appena all’inizio della guerra. I legislatori europei e italiani, infatti, hanno messo nel mirino le auto diesel perché considerate pericolose per l’ambiente, troppo inquinanti. La mission – neanche troppo velata – è di limitare la circolazione urbana nel giro di qualche anno. Definitivamente non prima del 2024. Insomma, in Italia non si corrono rischi nell’immediato per chi ha vetture Euro 5 e 6. Per conoscere la classe ambientale del proprio veicolo si può consultare il sito portaledellautomobilista, gestito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Dal mondo e dall’Europa
Il dieselgate è scoppiato in America tre anni fa, quando sui veicoli del gruppo Volkswagen è stata scoperta la presenza di un software in grado di aggirare le normative ambientali sulle emissioni di inquinamento da gasolio. L’Europa ha risposto introducendo delle nuove norme RDE (Real Driving Emissions) che puntano al blocco delle auto diesel entro il 2020. Ma come hanno risposto i singoli Paesi? Parigi le ha prese alla lettera annunciando l’abolizione del diesel proprio dal 2020. Atene, invece, vieterà la circolazione delle vetture diesel dal 2025. In Germania, infine, il tribunale amministrativo federale di Lipsia ha sentenziato il divieto la circolazione nei centri urbani per ridurre il tasso di inquinamento, ma ha lasciato libertà ai vari municipi di applicarla. 

In Italia
Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna stanno facendo sul serio. Gradualmente. Da inizio ottobre, infatti, sono scattate le prime limitazioni permanenti. In alcune zone il divieto di circolazione vale fino ai diesel Euro 3 e in parte fino a Euro 4 (lunedì-venerdì dalle 8.30 alle 19.30). A Milano il blocco permanente delle auto diesel scatterà dal 21 gennaio 2019. Da quel giorno i veicoli diesel fino a Euro 3 non potranno più circolare nella città lombarda. Dal 1° ottobre 2020 (semestre ottobre-marzo, dal lunedì al venerdì) scatterà il divieto di circolazione per le auto diesel fino ad Euro 4, mentre dal 1° ottobre 2025 i divieti si estenderanno anche per i diesel Euro 5. Anche Roma bloccherà i diesel Euro 3 nel 2019. La sindaca Virginia Raggi era stata chiara in tempi non sospetti: «I cambiamenti climatici stanno modificando le nostre abitudini di vita. Le nostre città rischiano di trovarsi di fronte a sfide inattese. Assistiamo sempre più spesso a fenomeni estremi: siccità per lunghi periodi, come sta avvenendo nel Lazio; precipitazioni che in un giorno possono riversare sul terreno la pioggia di un mese intero; o anche nevicate inusuali a bassa quota come quelle che in questi giorni stanno investendo l’Italia. Per questo dobbiamo agire velocemente. Insieme alle altre grandi capitali mondiali, Roma ha deciso di impegnarsi in prima linea e a Città del Messico, durante il Convegno C40, ho annunciato che, a partire dal 2024, nel centro della città di Roma sarà vietato l’uso di automobili diesel».  

Riassumendo
Il problema se lo deve porre chi possiede un’auto da Euro 3 in giù. E vive al nord o nelle grandi città del centro (Roma in primis). Gli Euro 5 saranno “intoccabili” per almeno i prossimi sei anni, il discorso invece non vale per chi ha una vettura Euro 6. I diesel di nuova generazione, infatti, sono regolarmente in commercio. Del resto, per le case automobilistiche è obbligatoria dallo scorso settembre la procedura WLTP, che sta per Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure. E’ vero che alcune case automobilistiche hanno corretto il tiro puntando sulle ibride (vedi Toyota), ma va detto anche che una diesel Euro 6, oggi come oggi, è ancora un acquisto a lunga scadenza…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

diciannove + 13 =