Autostrade, niente aumenti ai caselli per sei mesi

Sul gong il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha firmato i decreti per bloccare le tariffe fino al 30 giugno del 2019 sul 90 per cento della rete

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Colpo di coda sul gong. Non ci saranno aumenti delle tariffe autostradali in quasi tutte le tratte autostradali nazionali, si parla di circa il 90 per cento della rete. Erano annunciati dal 1° gennaio (sulla carta anche +18 per cento), ma si è lavorato per posticipare il problema. Il 31 dicembre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha firmato i decreti per bloccare le tariffe per sei mesi, fino al 30 giugno del 2019. «Nella maggior parte dei casi l’assenza di rincari è il risultato di una fruttuosa interlocuzione con i concessionari autostradali», ha scritto Toninelli in una nota. Come capofila Autostrade per l’Italia che da sola copre 2.857,5 chilometri di autostrada (48,70 per cento delle rete e il 55,17 per cento del traffico): niente aumenti ai caselli per i viaggiatori.

Rebus Strada dei Parchi
Partita apertissima per la società concessionaria delle autostrade A24 e A25. Niente accordo. Aumenti bloccati solamente fino al 28 febbraio 2019 perché è in corso un braccio di ferro con Anas «che esige un tasso di interesse del 6 per cento annuo al posto del tasso legale stabilito ope legis in un precedente caso analogo, e tanto nonostante gli inviti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti suo controllante», si legge nel comunicato della Strada dei Parchi. Il problema è stato confermato anche dal ministro Toninelli: «Laddove l’accordo non si è raggiunto, come nel caso di Strada dei Parchi, che gestisce le A24-A25 abbiamo agito emanando comunque l’apposito decreto di sterilizzazione degli esorbitanti rincari per gli utenti».

Dove aumentano le tariffe 
Sono 11 le società concessionarie che procedono a rincari: si tratta di Autovia Padana, che gestisce 105,5 chilometri (1,8 per cento della rete autostradale, l’1,18 per cento del traffico) con +0,1 per cento; di Salt – Tronco AutoCisa, che gestisce 101 chilometri (1,72 per cento della rete autostradale, 2,24 per cento del traffico), con +1,86 per cento; di Autostrada dei Fiori-Tronco A10, che gestisce 113,3 chilometri (1,93 per cento della rete, 1,46 per cento del traffico) con +0,71 per cento; di Tangenziale di Napoli, che gestisce 20,2 chilometri (0,34 per cento della rete, 0,55 per cento del traffico) con +1,82 per cento; di Rav, che gestisce 32,4 per cento chilometri (0,55 per cento della rete, 0,1 per cento del traffico) con +6,32 per cento ma che è un rincaro che viene sospeso per tutto il 2019 ai residenti pendolari con telepass. Aumenti anche da parte di Sitaf (Barriera di Avigliana e Salbertrand),che gestisce 82,5 chilometri (1,41 per cento della rete, 0,43 per cento del traffico) con +6,71 per cento; di Autostrada dei Fiori Tronco A6 To-Sv, che gestisce 130,9 chilometri (2,23 per cento della rete, 1,1 per cento del traffico) con +2,22 per cento; di Cav, che gestisce 74,1 chilometri (1,26 per cento della rete, 2,18 per cento del traffico) con +2,06 per cento; di Pedemonatana Lombarda, che gestisce 41,5 chilometri, con +1,2 per cento; di Teem, che gestisce 33 chilometri, con +2,2 per cento ma con sconti del 20 per cento per tutto il 2019; Bre.Be.Mi, che gestisce 62,1 chilometri con +4,19 per cento.

Dove non aumentano le tariffe 
Autostrade per l’Italia, che gestisce 2.857,5 chilometri di autostrada (48,70% delle rete autostradale italiana e il 55,17 per cento del traffico) ha bloccato per sei mesi l’aumento dei pedaggi previsti sulla propria rete che è dello 0,81 per cento. La Milano Serravalle, che gestisce 179,1 chilometri (3,05 per cento della rete autostradale e 3,68 per cento del traffico) ha sospeso fino al 31 gennaio 2019 l’aumento del 2,62 per cento. Nessun aumento per Ativa, che gestisce 155,8 chilometri (2,66 per cento della rete autostradale, il 2,16 per cento del traffico); per l’autostrada del Brennero, che gestisce 314 chilometri (5,35 per cento della rete autostradale, il 5,87 per cento del traffico); per la Brescia-Padova, che gestisce 235,6 chilometri (4,01 per cento della rete autostradale e il 6,61 per cento del traffico); per il Consorzio autostrade siciliane, che gestisce 298,4 chilometri (5,09 per cento della rete autostradale, l’1,87 per cento del traffico); per le Autovie Venete, che gestisce 210,2 chilometri (3,58 per cento della rete, il 3,01 per cento del traffico); per la Salt (Tronco Ligure Toscano), che gestisce 154,9 chilometri (2,64 per cento della rete, 2,24 per cento del traffico). Nessun rincaro anche per la Sat che gestisce 54,6 chilometri (0,93 per cento della rete, 0,34 per cento del traffico); per Autostrade Meridionali (Sam), che gestisce 51,6 chilometri (0,88 per cento della rete, 1,97 per cento del traffico); per Satap (A4 tronco Novara Est-Mi e To-Novara est), che gestisce 127 chilometri (2,16 per cento della rete, 2,69 per cento del traffico); per Satap (Tronco A21 To-Al-Pc), che gestisce 164,9 chilometri (2,81 per cento della rete, 2,37 per cento del traffico); per Sav Autostrada e Raccordo, che gestisce 67,4 chilometri (1,15 per cento della rete, 0,41 per cento del traffico); per Asti Cuneo, che gestisce 55,7 chilometri (0,95 per cento della rete, 0,18 per cento del traffico).

 

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