Azzardo, un’indagine dell’Iss solleva uno scontro con i 5 Stelle

Secondo una ricerca dell’Istituto superiore di sanità sono 18 milioni gli italiani che giocano e un milione ha una dipendenza patologica, ma i parlamentari del MoVimento 5 Stelle contestano la metodologia

azzardo

Siamo un popolo di giocatori. Almeno 1 adulto su 3 (36,4 percento), come rivela uno studio dell’Istituto superiore di sanità (Iss), ha giocato perlomeno una volta nell’ultimo anno. L’indagine è stata commissionata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, spiega in un comunicato Walter Ricciardi, presidente dell’Iss, ed «è il più grande studio mai realizzato prima in Italia e ci offre la possibilità di fotografare un fenomeno, prevalente al Sud e nelle Isole, il cui monitoraggio può essere una guida per valutare l’efficacia delle azioni di prevenzione e gli interventi di assistenza».
Inoltre, da un anno, presso il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss, è attivo il numero verde 800 558822 per aiutare e orientare le persone con problemi legati al gioco d’azzardo e i loro familiari.

I dati della ricerca
Lo studio, realizzato in collaborazione con Explora (centro di ricerca e analisi statistica), aveva l’obiettivo di concentrare l’attenzione sul gioco d’azzardo analizzando i vari fattori che concorrono alla nascita di comportamenti problematici, senza tralasciare ciò che caratterizza l’esperienza sociale del gioco. Dai dati raccolti si evince che la fascia d’età che comprende più giocatori è quella tra i 40 e i 64 anni, anche se in pochi hanno iniziato superati i 46 anni (il 7,4 percento). Si comincia perlopiù da giovani, tra i 18 e i 25 anni (il 51,8 percento) e tra i 26 e i 35 (18,4 percento) e la concentrazione maggiore di giocatori è al centro con il 42,7 percento contro la media nazionale del 36,4. I giocatori prediligono soprattutto lotterie istantanee o in tempo reale (26,2 percento), seguite da lotto o altri giochi ad esito differito (12,8 percento). Le slot machine sono scelte dal 7,4 percento dei giocatori, mentre il 4 percento sceglie le scommesse sportive. Le Video lottery sono all’ultimo posto con il 2,6 percento. I luoghi preferiti dai giocatori sono il tabaccaio (82,6 percento) e i bar (61,8 percento). Inoltre, come riportato nella ricerca, il 26,5 percento (pari a circa 13.435.000 di individui) si è dedicato al gioco d’azzardo in modo “sociale”, con differenze significative tra maschi e femmine (rispettivamente il 30,2 percento contro il 23,1). I giocatori a basso rischio sono il 4,1 percento (circa 2.000.000 di residenti) mentre quelli a rischio moderato sono il 2,8 (circa 1.400.000 residenti). I giocatori problematici sono il 3 percento (circa 1.500.000 residenti) e tra questi la fascia di età tra i 50 e i 64 anni è la più rappresentata (35,5 percento).
Lo studio comprende anche un focus sui giocatori minorenni: nella fascia tra i 14 e i 17 anni il 70,8 percento dichiara di non aver mai giocato, mentre il 29,2 percento di averlo fatto almeno una volta nell’ultimo anno.
Infine, per quanto riguarda gli over 65, il 70,7 percento degli intervistati non ha mai giocato, mentre lo ha fatto almeno una volta negli ultimi 12 mesi il 29,3 percento.

La protesta grillina
«La ricerca sul gioco d’azzardo che l’Istituto superiore della Sanità ha presentato oggi – si legge su un comunicato del MoVimento 5 Stelle – rappresenta un retaggio della passata legislatura e del passato governo. Compendia gli esempi di un metodo sbagliato che rivela conflitti d’interessi». Secondo i parlamentari pentastellati la ricerca presentata dall’Iss non è stata condotta secondo un metodo scientifico: «è stata appaltata all’esterno, e non svolta direttamente come è nelle prerogative proprie dell’Istituto Superiore di Sanità; è stata secretata per tanti mesi quanto a metodologia e impianto scientifico. I Monopoli di Stato, oltre a finanziarla ne hanno influenzato l’impianto». Per avere risultati attendibili in una analisi epidemiologica, riporta il comunicato, è necessario un campione non al di sotto del 70 percento delle persone convocate, mentre «nel caso della ricerca finanziata dai Monopoli non è stato: hanno aderito il 51% delle persone invitate. Tanto più che l’adesione stessa era stata incentivata, come avviene per ricerche di mercato, dalla elargizione agli intervistati di buoni spesa da 10 euro».

La risposta dell’Iss
La risposta dell’Istituto non ha tardato ad arrivare. In una nota è stato dichiarato che la ricerca epidemiologica «non ha alcun conflitto d’interesse in quanto l’Istituto è stato individuato come soggetto terzo e indipendente, assolutamente al di sopra degli interessi di parte, dall’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane al fine di fornire una fotografia del gioco d’azzardo in Italia che fosse utile per il legislatore e per gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale. Il metodo adottato risponde ai criteri degli studi epidemiologici di tipo osservazionali condivisi dalla comunità scientifica internazionale».

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