Bagarre in Aula, lite in Lombardia sulla zona rossa

Attilio Fontana e Letizia Moratti alla fine della conferenza stampa di presentazione dei nuovi membri della giunta in Regione Lombardia a Milano, 09 Gennaio 2021. Ansa/Matteo Corner

Sei consiglieri espulsi, due censurati e seduta interrotta a più riprese con l’abbandono dell’Aula da parte delle opposizioni all’insegna della protesta ‘Senza dati non si va avanti’. E’ questo il bilancio della giornata ad altissima tensione andata in scena oggi nell’Aula del consiglio regionale della Lombardia in occasione della comunicazione del governatore Attilio Fontana sull’errata zona rossa.

Un chiarimento sollecitato dalle stesse minoranze dopo lo scontro tra Regione e Governo sul ricalcolo dell’Rt, finito tuttavia in bagarre tra i consiglieri a suon di fischi, cori e cartelli.
A innescare la miccia, il gesto dell’esponente di +Europa Michele Usuelli, accompagnato fuori dall’Aula dalla Digos dopo essersi inginocchiato davanti al tavolo della Giunta ‘pregando’ che i dati disaggregati sulla pandemia fossero resi pubblici. Da qui l’escalation di insulti tra maggioranza e opposizione, tra cartelli e fischietti celati sotto le mascherine, culminati nel pomeriggio con l’uscita dall’Aula di tutti i consiglieri di minoranza (tranne l’ex Pd Patrizia Baffi).
“Eccessi” mai visti “nella terza assemblea legislativa d’Italia” secondo il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, costretto a sospendere a più riprese la seduta fino all”Aventino’ delle minoranze.

E’ durata pochissimi minuti la ripresa dei lavori del Consiglio regionale della Lombardia, sospeso poco dopo mezzogiorno e aggiornato alle 14 a causa della bagarre scoppiata in seguito alle comunicazioni del Governatore Attilio Fontana sulla zona rossa. Le opposizioni hanno infatti abbandonato l’Aula del Pirellone (tutte tranne la consigliera di Iv Patrizia Baffi), dopo nuove proteste a suon di fischi e cartelli e con cinque consiglieri di minoranza (Bussolati del Pd e i 5 Stelle, Violi, Verni, Di Marco e De Rosa) censurati e poi espulsi dal presidente Alessandro Fermi.

“Devono essere immediatamente disponibili i dati altrimenti quest’Aula non può andare avanti. Devono essere messi a disposizione oggi, non si può lavorare, non c’è nulla di più importante che sapere la verità su un tema come il Covid-19. Se Fontana è nel suo ufficio a recuperarli bene, sennò noi chiediamo la sospensione della seduta” aveva chiesto poco prima il consigliere dei 5 Stelle Dino Alberti. “Constatiamo l’oggettiva impossibilità di continuare i lavori di questa seduta perché continuiamo ad essere privati della possibilità di conoscere i dati che tutti i cittadini”, aveva aggiunto il capogruppo del Pd Fabio Pizzul. La seduta è quindi ripresa alla presenza dei soli consiglieri di maggioranza e della consigliera Baffi, con la trattazione del progetto di legge sui genitori separati.

I primi disordini in Aula al Pirellone sono avvenuti subito dopo il discorso del governatore lombardo. Al termine del suo intervento, il consigliere Michele Usuelli di +Europa, si è polemicamente inginocchiato davanti a lui chiedendo che i dati disaggregati sulla pandemia fossero resi pubblici.

Il presidente Fontana, la vice Moratti e parte della giunta hanno lasciato l’Aula. A quel punto il presidente del Consiglio Regionale, Alessandro Fermi, dopo aver formalmente censurato Usuelli ha sospeso la seduta, ripresa dopo circa mezz’ora. “È da giugno che la Lombardia dava all’Iss dati sbagliati per compilare l’Rt, l’ho segnalato già allora in un’interrogazione scritta – ha detto Usuelli, che è stato espulso -. Tutte le regioni compilano i campi in modo giusto, tranne la Regione Lombardia”.

Da maggio scorso “l’Iss ha inviato 54 segnalazioni di errori, incompletezze e/o incongruenze alla Regione Lombardia, l’ultima il 7 gennaio scorso”. Così al governatore lombardo,Fontana, l’Istituto superiore di sanità in una nota che aggiunge: “Il sistema è in uso da 36 settimane e nessun altra regione finora ha segnalato anomalie di questa entità sull’immissione dei dati”. “Le Regioni – dice l’Iss – hanno completa autonomia nel caricamento di aggiornamenti e rettifiche senza alcun intervento o richiesta verso l’Iss che, laddove ne abbia evidenza o sospetto, può segnalare errori, incompletezze o incongruenze alle Regioni”.

“Aspettiamo fiduciosi il giudizio del Tar del Lazio per dimostrare che abbiamo ragione noi”: il presidente della Lombardia Attilio Fontana replica in questo modo al comunicato dell’Iss che parla di 54 segnalazioni di errori alla Lombardia da maggio, “In difficoltà per proprie mancanze – ha commentato -, l’Istituto Superiore di Sanità continua a spostare il tiro da quello che è il vero tema, ovvero il mal funzionamento dell’algoritmo per il calcolo dell’Rt”. Fontana parla di “uscite a orologeria” per “colpire la Lombardia. Non solo dal Governo, ma ora anche da quello che dovrebbe essere un organo terzo come l’Iss”.
La qualità dei dati forniti da Regione Lombardia all’Iss “è sempre stata considerata affidabile”, precisa la stessa Regione che, in una nota, accusa l’Iss di “smentire se stesso” perché “sono proprio loro a certificare l’affidabilità dei nostri dati”. “Dal mese di maggio Regione Lombardia ha inviato 35 report e l’Iss ha sempre considerato la completezza dei dati superiore alla soglia di validità, ad eccezione di quelli del 12 ottobre. Nella settimana sotto osservazione che ha portato la Lombardia in zona rossa la percentuale di validità era dell’80. Quindi la qualità dei nostri dati è sempre stata considerata affidabile”.