Banche del tempo: la solidarietà che fa girare l’economia

Nascita e diffusione dell'associazione che basa la sua attività sullo scambio gratuito del bene più prezioso: il tempo

banche del tempo

La nozione di tempo è abbinata sempre più al concetto di urgenza. I ritmi frenetici del quotidiano e l’impossibilità di ritagliarsi spazi che siano esclusivamente per se stessi rendono difficile gestirlo. Tutti abbiamo esperienza della sua relatività che ci racconta quanto sia importante non il tempo in sé ma come riusciamo a viverlo. E se dunque non ne avessimo abbastanza e ci fosse la possibilità di chiederne un po’ a qualcuno?
Ci hanno pensato nel 1992, in quel di Parma, le ideatrici delle Banche del Tempo. Com’è facile intuire, non avvengono transazioni monetarie ma unicamente di tempo e disponibilità. La sola circolazione di denaro concessa è quella di un eventuale rimborso, concordato preventivamente, delle spese sostenute.
Parola d’ordine? Reciprocità.

Nascita, struttura e organizzazione
Le Banche del Tempo vengono riconosciute dalla legge 53 del 2000, art. 27 come strumento per favorire le pari opportunità lavorando in direzione della co-costruzione di una visione etica della vita che dia nuovo valore e vigore alle relazioni umane.
L’Associazione Nazionale delle Banche del Tempo nasce ad Alì Terme (Messina) nel 2007. Tutti, indistintamente, possono aderire alla Banca del Tempo giacché chiunque dispone di qualcosa che può essere utile a un’altra persona, in termini di conoscenze ma soprattutto di disponibilità. L’organizzazione interna è mutuata da quella delle banche vere: ogni socio, definito tempo-correntista, ha un conto corrente e un libretto di assegni. Sul conto corrente vengono depositate le ore spese in attività a vantaggio di altri correntisti; nel contempo si conquista un credito di pari ore di cui usufruire.
In questa infografica (fonte: www.vicini.to.it) viene illustrato, in maniera molto semplice, il funzionamento.

 

Quante sono e dove sono in Italia le Bdt?
Le Banche del Tempo, che attualmente contano il 65 per cento di iscritti di sesso femminile, si sono diffuse in tutto il territorio nazionale, sposando progettualità sempre nuove. Inoltre da più di venti anni, grazie all’interessamento di alcuni docenti, sono state “adottate” anche da molte scuole medie e superiori, con l’intento di educare i ragazzi ai valori comunitari e alla solidarietà come principio che va oltre il mero scambio. Sono circa 450 le Bdt in Italia (l’elenco completo qui: www.associazionenazionalebdt.it/elenco-bdt-in-italia-2/), con un’altissima concentrazione in Lombardia, seguita a stretto giro da Piemonte e Lazio(con circa 100 mila ore scambiate annualmente solo a Roma).

Cosa si offre e cosa si chiede?
Non esiste una quantificazione del valore della prestazione. Un’ora di lezione di canto è, per esempio, pari a un’ora di babysitting o di potatura delle aiuole; due ore per realizzare e cuocere dei tortellini sono pari a due ore per riparare un pc;  un’ora di aiuto nel montare un mobile potrà essere “ripagata” con una consulenza fiscale di tempo equivalente (gli scambi più richiesti, ndr).
Questo sistema si propone di creare insomma delle relazioni basate sulla solidarietà e sulla socialità. Le Banche del tempo stanno conquistando sempre più un ruolo ben definito all’interno della cosiddetta sharing economy, mirando a dare un contributo fattivo alla creazione di un nuovo welfare che parta dal singolo per abbracciare l’altro, in uno spirito di pura condivisione.

Per ulteriori dettagli:
www.tempomat.it/
www.associazionenazionalebdt.it/

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