Banche, le opposizioni: il decreto “salva Carige” uguale a quello per Mps

Mentre il governo pensa a una possibile nazionalizzazione dell'istituto di credito, il provvedimento provoca anche i malumori della base pentastellata

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Il problema banche rischia di far scivolare il governo, o perlomeno la sua componente grillina. L’intervento per evitare il possibile fallimento di banca Carige ha fatto sì che sui 5 Stelle si riversassero le accuse dell’opposizione, soprattutto, del Partito democratico, accusato dai pentastellati di usare il denaro pubblico per salvare le banche, al tempo del decreto per il Monte dei Paschi di Siena. E questa situazione ha  generato malumori anche all’interno della stessa base del MoVimento.

Il “salva Carige”
Con il decreto legge n. 1 dell’8 gennaio 2019, il governo ha previsto una garanzia da parte dello Stato fino a 3 miliardi di euro. Infatti, come si legge nel testo del decreto, «al fine di evitare o porre rimedio  a  una grave  perturbazione dell’economia  e preservare  la  stabilità finanziaria […] il Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato, fino al 30 giugno 2019, a concedere la garanzia dello Stato su  passività  di nuova emissione di Banca Carige […] nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un valore nominale di 3.000 milioni di euro».
L’approvazione del provvedimento è stata seguita dai commenti dei principali esponenti di governo. Come il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che tramite Facebook, ha espresso la sua soddisfazione: «Sono orgoglioso del fatto che il governo, di cui faccio parte, sia intervenuto subito per mettere in sicurezza i risparmi di migliaia di italiani, non gli interessi degli amici degli amici come nel passato».

Le accuse del Partito democratico
Tuttavia, se da un lato si sono avuti commenti sollevati per un intervento tempestivo a salvaguardia dei risparmiatori, dall’altro, soprattutto da componenti del Partito democratico, è stato fatto notare che l’intervento del governo ricalca quanto fatto dai suoi predecessori per salvaguardare i risparmiatori di Mps e delle banche venete. Durante una trasmissione su Skytg24, Maria Elena Boschi, ha parlato di un provvedimento che «riprende in toto il decreto Gentiloni su Mps», e ha aggiunto: «State facendo la stessa identica cosa – di quanto fatto dal Pd –  e, per fortuna, perché quella banca e quel territorio vanni salvati. Quindi non siate così ipocriti da dire che state facendo una cosa diversa».
L’ex segretario dem, Matteo Renzi, sceglie di commentare la vicenda tramite Facebook: «Nella vita capita a tutti di cambiare idea. Salvini & Di Maio adesso hanno cambiato idea, decidendo di salvare la banca di Genova. […] Ma pensano davvero che gli italiani non ricordino le loro polemiche su Etruria, Ferrara, Chieti, Siena, Marche, banche venete? Noi in quel caso abbiamo salvato i correntisti con gli stessi strumenti che oggi usano loro. Gli stessi. Non abbiamo salvato i banchieri, che sono stati commissariati. Abbiamo salvato i risparmiatori».
Le critiche giungono anche dal centrodestra. In una nota congiunta, i deputati di Forza Italia, Stefano Mugnai e Maurizio D’Ettore affermano: «Sul “Salva Banche” assistiamo alla plastica rappresentazione dell’incoerenza targata governo giallo-verde. Tra il salvataggio di Mps e quello di banca Carige non vi è alcuna differenza».

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A sinistra il testo del decreto approvato dall’attuale governo, a destra il testo approvato dal governo Gentiloni

La difesa del governo
Non si fa attendere la replica del vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che, sempre via social, risponde agli attacchi: «Quante balle dei giornali, di Renzi e della Boschi sulle banche. Proprio loro parlano!». Il vicepremier posta un elenco di 10 punti in cui controbatte le accuse ricevute e spiega che, in caso di aiuti statali per banca Carige, l’istituto dovrà essere nazionalizzato: «Se si dovesse usare quella garanzia o se si dovessero mettere soldi pubblici, banca Carige deve diventare di proprietà dello Stato. Ovvero deve essere nazionalizzata». In seguito, Di Maio parlando con l’Adnkronos ha ricordato la necessità di una commissione d’inchiesta sulle banche avanzando la candidatura del senatore Gianluigi Paragone (M5S): «La Camera deve chiudere subito questa partita e nominare al più presto i membri della commissione di inchiesta sulla banche: è uno degli organismi parlamentari più importanti. Noi candidiamo presidente Gianluigi Paragone: stando infatti agli accordi, la presidenza di questa commissione va al M5S».
E, durante la trasmissione “Porta a Porta”, il premier Giuseppe Conte ha spiegato che il decreto approvato «è una misura transitoria ampiamente meditata. Lo Stato ha offerto una garanzia per nuovi bond perché si è creato uno stallo, per traghettare questo momento. È un salvagente temporaneamente offerto ma confidiamo che la Carige possa attraversare questo momento e rilanciare».

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