Banche, Italia peggio di Cipro: filiali piccole e solo 7,4 sportelli ogni mille imprese

Nel giro di 7 anni sono sparite 6.289 filiali e 383 comuni sono rimasti senza banca. Ben 26.249 gli addetti allo sportello persi. First Cisl: «con questo ritmo in 15 anni non ci saranno più banche sul territorio»

Filiali bancarie sempre più piccole, dove lavorano mediamente 10,3 addetti contro i 13,2 dell’Europa, e solo 7,4 sportelli ogni 1000 imprese , contro gli 8,7 della media europea. E’ la fotografia del servizio bancario italiano scattata dall’Ufficio Studi di First Cisl, il sindacato dei lavoratori di banche, assicurazioni, finanza, riscossione e authority.

Perdenti al confronto con gli altri Paesi
«Non ha alcun senso – spiega Riccardo Colombani, responsabile dell’Ufficio Studi– paragonare il numero di sportelli dell’Italia, che ha una forte capillarità di centri abitati medio-piccoli, con i 3,9 per 10.000 abitanti della Germania o gli 1,7 della Lituania, dove la popolazione è più concentrata in grandi aree urbane. Se il confronto si fa invece con i paesi mediterranei che hanno un tessuto demografico simile al nostro si vede che siamo ben al di sotto dei 5,6 sportelli per 10 mila abitanti della Francia o ai 5,9 della Spagna. Se poi guardiamo alle imprese -, continua Colombani – appare evidente che le banche italiane offrono loro un supporto territoriale peggiore rispetto a quello di cui beneficiano i competitor dei maggiori paesi europei, considerato che la Germania, coi suoi 13,3 sportelli ogni mille imprese, ne ha il quasi il doppio di noi e che ci battono di molto anche la Francia con 12,8 filiali ogni mille imprese, l’Austria con 11,7 e la Spagna con 11,1. È sconfortante constatare che siamo perfino peggio di Cipro, che ha 9,5 filiali per mille imprese».

«L’altro aspetto di cui non si tiene conto – aggiunge Colombani – è che le nostre filiali hanno dimensioni piuttosto piccole, tant’è che solo Spagna e Portogallo hanno meno addetti per sportello di noi, mentre la Germania, con 19,3 dipendenti per agenzia, ne ha quasi il doppio dell’Italia, per non parlare dei 19,1 addetti dell’Austria o dei 46,5 dei Paesi Bassi. Il divario è ancora più eclatante se si considera che un lavoratore bancario italiano serve in media 215 abitanti e 13,1 imprese, mentre un bancario tedesco si occupa appena di 133,3 abitanti e di 3,9 imprese».

Emorraggia di filiali
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Rispetto a sette anni fa, in Italia ci sono 6.289 sportelli bancari in meno, il personale di rete è sceso di 26.249 addetti e ben 383 comuni sono rimasti totalmente privi di banche. I top manager giustificano l’abbandono del territorio con l’avanzata del digitale, ma è un pretesto, perché il ritmo delle chiusure dalla fine del 2010 è stata del 18,7 per cento contro un calo di accessi alle agenzie solo del 7,5 per cento. La verità – commenta Giulio Romani, segretario generale di First Cisl –  è che le banche si sono trasformate in distributori di prodotti finanziari di massa, come vendessero telefonini o abbigliamento, e dunque mirano soprattutto a tagliare i costi. Così è inutile sperare nella ripresa dell’economia, urge una riforma socialmente utile del sistema bancario e l’occasione per avviarla è il prossimo rinnovo dei contratti nazionali».

Dall’analisi condotta dal sindacato viene fuori che più di un quarto delle filiali perse negli ultimi sette anni è stato chiuso nel 2017. Alla fine del 2010, infatti,  c’erano 33.663 agenzie bancarie, il 31 dicembre scorso erano scese a 27.374 e ben 1.653 chiusure si sono concentrate nel 2017. «In un solo anno siamo scesi da 48 a 45 filiali ogni 100 mila abitanti. Se si andasse avanti a questo ritmo in una quindicina d’anni non ci sarebbe più alcuna presenza fisica delle banche sul territorio», sottolinea ancora Riccardo Colombani.

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