Banche, pronta la staffetta generazionale: al via il part time per gli over 60

E' un provvedimento di cui si parla da più di 35 anni e ora, una circolare dell'Inps, stabilisce le modalità operative, attivando di fatto l’accordo tra l’Associazione bancaria italiana e le sigle sindacali

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Tra non molto chi si recherà in banca per una commissione potrebbe trovarsi allo sportello un volto più giovane. Merito del part time. I lavoratori over 60, infatti, potranno usufruire di orari di lavoro ridotti. La novità interessa il 5 per cento degli occupati nel settore bancario, circa 13 mila persone. E per coprire il tempo restante potrebbero essere chiamati dei giovani. Per sopperire a carenze di organico è prevista l’assunzione a tempo indeterminato di altri impiegati. I nuovi arrivati andranno a occupare i posti resi scoperti dalla riduzione dell’orario. La misura era attesa da più di 35 anni.

Era il 1984 quando la legge 863 introduceva la staffetta generazionale. La normativa però non prevedeva compensazioni agli svantaggi derivati dalla riduzione dell’orario. Soprattutto quelli economici, perché meno ore significa meno soldi in busta paga. Con la circolare 84 del 2018 l’Istituto nazionale previdenza sociale (Inps) ha quindi reso operativo il Fondo per l’occupazione (Foc). Il testo ne stabilisce le modalità operative, attivando di fatto l’accordo del gennaio scorso tra l’Associazione bancaria italiana (Abi) e sigle sindacali. Il Foc «garantisce, tramite il datore di lavoro, al lavoratore interessato da una riduzione stabile dell’orario di lavoro, un importo pari al 25 per cento della retribuzione persa». Il lavoratore quindi si vedrà riconoscere un quarto della retribuzione persa con il cambio di orario. La prestazione «è riconosciuta fino alla maturazione dei requisiti di pensione anticipata o di vecchiaia» e comunque per non più di 4 anni.

Ma come funziona il procedimento?
L’attuazione del meccanismo ha bisogno dell’esplicito assenso dei dipendenti interessati. L’accordo tra dipendente e datore di lavoro dovrà passare per l’Ispettorato territoriale del lavoro che verificherà la corrispondenza tra riduzione di orario e assunzioni a tempo indeterminato. A questo punto il Foc stesso erogherà al datore di lavoro un determinato importo quantificato tenendo conto degli oneri contributivi. La circolare dell’Inps però specifica che, in mancanza di disponibilità, il fondo non può erogare prestazioni, la cui entità sarà stabilita in base ai contributi dovuti.
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Il Fondo per la nuova occupazione è finanziato interamente dai lavoratori bancari – ha spiegato a Momento Italia l’ufficio stampa della Federazione autonoma bancari italiani (Fabi) -. Dal 2012 al 2017 in banca sono stati assunti 17.655 giovani, a fronte di 40 mila esuberi gestiti solo con prepensionamenti e pensionamenti volontari. Gli obiettivi dell’accordo tra Abi e sindacati del credito sono il sostegno alla rioccupazione dei bancari che hanno perso il lavoro; l’istituzione di una piattaforma per far incontrare domanda e offerta; il sostegno al reddito dei lavoratori che accettano il part time in prossimità della pensione, con contribuzione piena ai fini pensionistici e in cambio di assunzioni di giovani; il finanziamento della riqualificazione e riconversione per eccedenze di personale; e il sostegno ai percorsi di alternanza scuola/lavoro».

«Abbiamo messo a punto un mix di misure volte a favorire la conciliazione vita-lavoro per la fascia più senior dei lavoratori e a creare nuova occupazione stabile – ha commentato Salvatore Poloni, Presidente Comitato Affari Sindacali e del Lavoro dell’Abi -. Abbiamo preso spunto dalla legge sulla solidarietà espansiva per rilanciare l’efficacia dell’invecchiamento attivo attraverso il ricorso alla bilateralità del settore credito».

 

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