Mascherine e barriere in plexiglass: ecco come saranno bar e ristoranti nella fase 2

Barriere, stile separè. Sanificazione, obbligo di prenotazione, stop agli “happy hour”. Liberatoria e, naturalmente, mascherine.

Ristoranti e bar nella fase 2 saranno completamente diversi rispetto al recente passato pre Coronavirus. Come cambieranno i locali lo spiega, nel dettaglio, Fabio Acampora, vicepresidente dell’associazione dei pubblici esercizi di Milano (Epam), titolare di otto locali, fra ristoranti e lounge bar in una interessante intervista pubblicata da Il Messaggero.

“Per i locali la riapertura, che sia l’11 o il 18 maggio, è zoppa. Ma finché non sarà disponibile il vaccino adotteremo tutte le misure anti-contagio per continuare a vivere la socialità in sicurezza – spiega Acampora- il principio è il distanziamento fra un tavolo e l’altro di circa due metri per garantire anche il passaggio dei camerieri. I coperti saranno quindi dimezzati, ma non stravolgeremo l’arredo per non perdere l’identità. C’è poi l’ipotesi di barriere in plexiglass, stile separé (nella foto NuovaNeon Group2).

Fase 2, nei ristoranti con temperatura e liberatoria.

Secondo Acampora “dovremo misurare la temperatura corporea, segnare nome, cognome e cellulare di tutti gli ospiti per rintracciarli qualora si rilevi un problema di contagio. Se i clienti, preferibilmente non più di quattro, fanno parte della stessa famiglia ci sono meno problemi, perché già vivono momenti di contatto. Ma qualora fossero amici è più complicato. Stiamo pensando di far firmare una liberatoria con la quale le persone accettano di accomodarsi insieme agli altri commensali.
Sarà necessaria – aggiunge – la prenotazione con orario da rispettare, oltre all’introduzione del doppio turno, finora impopolare, con due fasce per cenare

Niente happy hour nei bar in fase 2

Nei bar cambiano molte consuetudini. “Sono banditi happy hour con il buffet al bancone e caffè consumati al volo. Sanificheremo prima di riaprire e poi pulizia quotidiana straordinaria delle superfici da contatto, facendo attenzione a cucina e pietanze. Per il bagno, invece, pensiamo a dispenser automatici che spruzzeranno l’igienizzante”.

La conclusione ha un pizzico di amarezza, per un futuro incerto dove le previsioni economiche non sono rosee “i clienti dovranno sedersi ai tavoli interni o all’aperto, ben distaccati, e saranno i camerieri a servire. Non mancherà l’aspetto conviviale, anche se il distanziamento non favorirà la socialità, che sta alla base delle nostre attività. Sarà dura” conclude Acampora.