Bari, la variante inglese colpisce un medico dopo le due dosi di vaccino Pfizer

Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, un medico del reparto di Rianimazione Covid dell’ospedale San Paolo (uno dei presidi della rete regionale) è risultato positivo alla variante inglese dopo circa un mese dalla somministrazione della seconda dose del vaccino Pfizer. Giovane e in buona salute, ha manifestato febbricola, astenia e un po’ di vomito. La notizia, soprattutto perché proveniente dall’ambiente ospedaliero, dimostra quanto sia fondamentale seguire le regole di protezione, dal momento che, come noto, l’efficacia del vaccino Pfizer, iniettato finora al personale sanitario e agli over 80, sia del 95%, con un 5% di persone quindi non protette. Nello stesso reparto, poi, è stata accertata la positività anche di un infermiere no vax, per il quale i sintomi sono stati più manifesti: febbre alta e problemi respiratori. Ieri è iniziato un testing su tutti i pazienti. Poi seguirà una nuova tornata di tamponi a tappeto per medici e infermieri. È previsto un successivo sequenziamento genomico al Policlinico.

L’incidenza della variante inglese si fa sempre più prevalente. Secondo fonti del laboratorio di biologia molecolare e sanità pubblica del Policlinico, è stata ormai abbondantemente superata la soglia del 50%, sebbene un sondaggio rapido a livello regionale sia previsto soltanto nei prossimi giorni. Le conseguenze della recrudescenza dell’epidemia, complicata dalla maggiore diffusione del ceppo, sono evidenti nei presidi ospedalieri. In provincia di Bari, aspettando l’attivazione dell’ospedale in Fiera, sono quasi tutti occupati i posti di Terapia intensiva e di Subintensiva con qualche margine in area medica. Il dato ancor più rilevante è l’abbassamento dell’età media dei ricoverati: da 60-65 della fine dello scorso anno si arriva spesso ai 50-55 di questi primi mesi del 2021.