Basilicata, Di Maio: «Più forti di prima». De Magistris: «Partito al tracollo»

Il vicepremier e ministro del Lavoro parla di un MoVimento in ascesa rispetto alle regionali del 2013, mentre il sindaco di Napoli vede un naufragio dei pentastellati

Basilicata

È un governo a due facce: una ride, l’altra piange. Se, infatti, la Lega può festeggiare la vittoria delle regionali in Basilicata, con il candidato del centrodestra, l’ex generale della guardia di finanza, Vito Bardi, il MoVimento 5 Stelle registra una nuova sconfitta, piazzandosi al terzo posto, dietro al centrosinistra, con il suo candidato, Antonio Mattia, che supera di poco il 20 per cento delle preferenze.
Uno dei primi a commentare la vittoria di Bardi è stato il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Grazie! La Lega in un anno triplica i voti, vittoria anche in Basilicata! 7 a 0, saluti alla sinistra e ora si cambia l’Europa».

Analisi a 5 Stelle
Chi non ci sta è il leader del MoVimento, l’altro vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio che sceglie di analizzare il dato delle regionali da un altro punto di vista. Non paragonandolo al voto delle politiche, quando i 5 Stelle avevano raggiunto oltre il 44 per cento alla Camera, bensì con le precedenti elezioni regionali: «Gran parte della stampa parla di “voti dimezzati in un anno” e di “crollo” – commenta Di Maio su Facebook – ma la verità è che abbiamo battuto tutte le liste, anche quelle con gli impresentabili dentro, anche quelle con i portavoti di Pittella. I giornali sono dunque liberi di scrivere ciò che credono – aggiunge – quel che conta è che il MoVimento, oggi, è più forte di prima in Basilicata: passa dall’8 per cento delle regionali 2013 a oltre il 20 per cento di oggi. E questa non è la nostra storia, è la realtà».

Di Magistris vs. Di Maio
Da un Luigi a un altro. Quella del leader pentastellato è un po’ una risposta all’attacco lanciato via social dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: «Il naufragio del M5S senza il  salvataggio della foglia di fico. È passato un anno dal bellissimo successo elettorale dei pentastellati alle elezioni politiche che il partito fondato da Beppe Grillo è ormai al tracollo». Il primo cittadino prosegue nella sua analisi: «Il loro punto di non ritorno – si legge nel post – è la questione morale dove hanno perso ogni credibilità: o perché hanno tradito rispetto a ciò che sostenevano oppure perché gli è caduta la maschera». Un riferimento alle recenti vicende che hanno coinvolto il comune di Roma e la giunta pentastellata con l’arresto del presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito. «Quando stavano all’opposizione – sottolinea De Magistris – bastava che un avversario politico fosse indagato o attinto da un’informazione di garanzia che scattava la loro furia per le dimissioni del presunto colpevole (prima ancora che venisse processato). Ora che governano nelle città e nello Stato per loro questa regola non vale più. Si fa quadrato, come ai tempi di Craxi e Andreotti. Dopo Roma capitale tanti avevano sperato in una pulizia morale al Campidoglio, ma da quando governano i rivoluzionari a parole si susseguono indagini, informazioni di garanzia, arresti. Arresti eccellenti nell’orbita del partito del cambiamento (sic). Procedimenti penali per fatti gravissimi su vicende centrali per la vita della città».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

17 + 5 =