Berlusconi all’Europa: «Militarizziamoci per difenderci da africani e cinesi»

Il leader di Forza Italia traccia la strada: «Ci dobbiamo sedere ai tavoli segreti dove si decidono le cose del mondo»

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Silvio Berlusconi, numero uno di Forza Italia, ha parlato al congresso Ppe di Zagabria, durante il quale Antonio Tajani è stato eletto vicepresidente. E ha invitato l’Europa a diventare una «potenza militare» con l’unificazione delle Forze Armate. Il motivo? Per «poterci difendere da una possibile invasione di massa del popolo africano, oggi attestato su 1,2 miliardi di persone ma che fra 20 anni arriverà a 2,5 miliardi, spinto a questo dalla potenza cinese, un totalitarismo comunista che non nasconde il lucido disegno di sfida non solo economica e commerciale agli Stati Uniti e all’Occidente, ma anche politica e culturale di egemonia su tutto il mondo: il comunismo – ha sottolineato il Cav – non si è mai dato delle frontiere a cui arrestarsi, si è sempre visto come qualcosa di globale».

Al tavolo che conta
Silvio Berlusconi crede nell’Europa, che «deve essere ai tavoli segreti dove si decidono le cose del mondo e dove ora ci sono solo Stati Uniti, Federazione russa e Cina».  

In Italia
«Presto torneremo al governo perché abbiamo vinto tutte le recenti elezioni regionali e il centrodestra si affermerà nelle elezioni nazionali: e nella coalizione di centrodestra il Ppe e Forza Italia sono il cervello, il cuore e la spina dorsale della coalizione», continua Silvio Berlusconi parlando di ciò che sta succedendo in Italia. Le intenzioni di voto sorridono al centrodestra unito perché la Lega, con il 34 per cento, resta il primo partito con un ampio margine su Pd e M5S. Fdi (9,5 per cento) e Forza Italia (6,4 per cento) sono stabili o in leggera crescita. Sommando le percentuali, il centrodestra unito arriva al 50 per cento.

Critiche
Non mancano le critiche al governo giallorosso da parte di Silvio Berlusconi: «Il Paese oggi è governato dalla peggiore sinistra: il Pd, che è l’ex partito comunista, e i Cinque stelle che sono un movimento populista, entrambi assolutamente incapaci di governare un Paese perché mancano della preparazione, della competenza e dell’esperienza necessarie».