Biglietti nominali, l’allarme di Assomusica: rischio code e rincari

Dal primo luglio, chi vuole comprare un biglietto per assistere a un grande concerto deve fornire i propri dati: nome, cognome, luogo e data di nascita. Il giorno dell’evento poi dovrà mostrare il proprio documento d’identità al servizio d’ordine

biglietti nominali

Lo hanno ribattezzato “biglietto antibagarinaggio”, è il ticket nominale obbligatorio, in vigore già da alcuni anni per le partite di calcio professionistico, che adesso verrà applicato anche per i concerti con capienza superiore a 5.000 persone.

Introdotto da un emendamento alla legge di Bilancio con l’obiettivo di contrastare il cosiddetto “secondary ticketing”, ossia la rivendita di biglietti a prezzi maggiorati attraverso canali non ufficiali, il biglietto nominale ha scatenato da subito pareri contrastanti.

Come funziona
Dal primo luglio, chi vuole comprare un biglietto per assistere a un grande concerto deve fornire i propri dati: nome, cognome, luogo e data di nascita. Il giorno dell’evento poi dovrà mostrare il proprio documento d’identità al servizio d’ordine.

Favorevoli…
«In Italia aspettavamo da tempo una legge di questo tipo: ora speriamo solo che non venga né fermata né edulcorata», ha sottolineato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. «Quello del bagarinaggio online è un fenomeno particolarmente odiato dai consumatori, che da anni ci riempiono di reclami per denunciarlo».

…e contrari
Di tutt’altra opinione è Assomusica, l’associazione degli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo che denuncia come gli otto milioni di italiani che lo scorso anno hanno assistito a concerti di musica dal vivo potrebbero subire a breve un aumento medio dei biglietti di 8-10 euro e un raddoppio dei tempi di attesa ai cancelli d’ingresso. «Per fare i controlli identificativi di ogni singolo spettatore – sostiene Assomusica in una nota – gli organizzatori dovranno aprire i cancelli molto tempo prima, impegnando più personale su più turni. Da qui l’aumento dei costi per gli spettatori che saranno costretti a code molto più lunghe, specie in occasione di grandi manifestazioni. Inoltre, i consumatori non potranno più regalare un biglietto a un familiare, amico o parente. Le aziende, i fan club e i grandi gruppi organizzati, in genere, non compreranno più biglietti. Non sarà semplice nemmeno emettere i biglietti omaggio. Le procedure per il cambio del nominativo passeranno attraverso l’Agenzia delle Entrate, non saranno semplici e immediate e potranno comportare ulteriori costi. In questo scenario – secondo Assomusica – si perderanno migliaia di biglietti».

I numeri
«Il settore della musica live – dice Vincenzo Spera, presidente di Assomusica – rappresenta una filiera di circa 1000 imprese che dà lavoro a oltre 36.000 persone, impiegate direttamente nel settore. L’anno scorso il comparto ha avvicinato al mondo degli spettacoli e della cultura popolare quasi 10 milioni di spettatori, specialmente giovani. Gli spettacoli di musica dal vivo creano valore a livello locale e costituiscono una cinghia di trasmissione per lo sviluppo del Made in Italy (turismo, enogastronomia, cultura ecc.). Da una ricerca di Cerved si evince come i concerti di musica popolare contemporanea siano uno stimolo per l’economia del territorio: la ricaduta minima sulle città è di 1,20 euro aggiuntivi per ogni euro speso sul biglietto – pertanto, pur nella comprensione dell’obiettivo della proposta, riteniamo ingiustificato colpire un settore florido dell’industria culturale». Sono escluse dal biglietto nominale «le manifestazioni sportive e gli spettacoli di attività lirica, sinfonica e cameristica, prosa, jazz, balletto, danza e circo contemporaneo’». Un confine che, secondo Assomusica, «lascia spazio a molti fraintendimenti: tanti artisti, ad esempio, oltre alla musica pop fanno anche jazz o lirica». Inoltre, secondo Spera, «qest’emendamento approvato nell’ultima legge di bilancio del Governo come strumento di contrasto al fenomeno del secondary ticketing, rischia di generare soltanto un grande caos. Assomusica è da sempre sensibile al tema della legalità e si è già adoperata per limitare il fenomeno del “bagarinaggio online”. Ha presentato di recente un esposto denuncia all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e all’Antitrust (Agcm) per chiedere di sanzionare i siti di secondary ticketing».

 

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