Biologico, la Coldiretti: «Serve marchio Made in Italy sui prodotti»

Il pericolo di contraffazionidall’estero è quanto mai urgente: lo dicono i casi di cronaca

biologico

Il settore del biologico va a ritmo spedito. Nel 2018 ha fatto segnare un ottimo +10 per cento di vendite. Secondo la Coldiretti, con più di 6 italiani su 10 (64 per cento) che acquistano regolarmente o qualche volta prodotti biologici «è importante garantire la trasparenza». Il pericolo di contraffazioni dall’estero è quanto mai urgente: lo dicono i casi di cronaca che si stanno intensificando.      

Missione marchio
«In pericolo c’è il primato dell’Italia nel settore, che è leader europeo nel numero di imprese che coltivano biologico con quasi 65mila aziende (64.210) su 1.795.650 ettari di terreno che subiscono la concorrenza sleale delle importazioni extracomunitarie. L’importante attività di vigilanza e controllo va ora sostenuta – conclude Coldiretti – con la definizione di un vero e proprio marchio per il biologico Made in Italy che garantisca una piena trasparenza ai consumatori rispetto a quanto portano in tavola in un settore che negli ultimi anni ha visto un costante incremento in doppia cifra dei consumi».

Maxi sequestro
Succo concentrato di mela, sofisticato con acqua e sostanze zuccherine e spacciato per bio. E’ quanto emerso dalle indagini della procura di Pisa che hanno portato all’esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare in carcere, al sequestro di sei società, beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 6.5 milioni di euro.Sgominato un sodalizio criminale specializzato nella produzione illecita e alla commercializzazione di succo concentrato di mela, sofisticato con acqua e sostanze zuccherine e falsamente dichiarato biologico di origine europea. Era ottenuto da aziende formalmente localizzate in Serbia e in Croazia, ma di fatto gestite direttamente dall’Italia da due fratelli imprenditori pisani

1.411 tonnellate di prodotti falsi bio
Usavano prodotti in modo illecito partendo da frutti: deteriorati o in avanzato stato di decomposizione, anche per l’elevata presenza di micotossine; contaminati con prodotti chimici non ammessi in agricoltura biologica ad esempio fungicidi, insetticidi ed erbicidi. il prodotto veniva sofisticato aggiungendo, al succo base, acqua e zuccheri di diversa qualità. Nascondendo le vere caratteristiche del prodotto, il succo veniva rivenduto ad inconsapevoli aziende leader nel settore alimentare italiano come biologico. Nel corso dell’operazione sono state sequestrate 1.411 tonnellate di prodotti falsi bio per un valore di oltre 4.5 milioni di euro.

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